I rendimenti dei principali titoli di stato occidentali sono oggi tutti in calo. Lo yield del Btp a dieci anni scende al 2,7%, mentre quello del Bund si attesta ora al +0,86%. Spostandoci sull’obbligazionario Usa, lo yield del Treasury a dieci anni scende stabilmente sotto il 3% (ora al 2,86%). Come abbiamo osservato dai dati pubblicati ieri, l’inflazione americana è salita dell’8,3% rispetto ad aprile scorso, dato sopra l’aspettativa di 8,1%. Escludendo i prezzi più volatili di energia e alimentari, l’inflazione core è aumentata del 6,2% (anche questo dato sopra le aspettative, pari al 6%). Secondo un’analisi di Samuele Barni, consulente finanziario di Copernico Sim, i dati suggeriscono che l’inflazione sia prossima al picco, e che, anche per il cosiddetto effetto base di comparazione molto forte rispetto all’anno scorso, possa iniziare la sua decelerazione già nei prossimi mesi. Per quanto riguarda il contesto europeo, fonti di Bloomberg hanno affermato ieri che i responsabili politici della BCE stanno abbracciando sempre più uno scenario di portare i tassi di interesse di riferimento sopra lo zero prima della fine dell'anno. Diversi funzionari hanno sostenuto la possibilità di un decollo del tasso di 25 punti base già a luglio, con una probabilità più alta di consecutivi aumenti fino alla fine dell’anno. In particolare, l'articolo ha evidenziato che i responsabili politici stanno iniziando ad allinearsi con le aspettative del mercato scommettendo su tre rapidi aumenti dei tassi. Merita sottolineare però la rilevanza di alcuni pensieri secondo cui i rischi legati alla crescita economica (già in rallentamento in UK) e la volatilità del mercato obbligazionario potrebbero smorzare il ciclo di inasprimento della BCE.