Dopo la netta discesa di ieri dei rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, in seguito alla lettura dell’inflazione Usa sotto le attese, il costo del finanziamento del Bund è in crescita di 14 punti base. Lo spread Btp/Bund, dopo essere sceso sotto quota 200 pb, oggi è in allargamento di 4,7 pb a 204,22 pb. In riferimento all’andamento del differenziale, si sono espressi gli strategist di Hsbc Chris Attfield e Melissa McCallum, che ritengono che gli spread italiani sembrano sottovalutare i rischi futuri. Gli esperti hanno puntualizzato, mantenendosi cauti sui Btp, che “i livelli attuali sottovalutino i venti contrari della recessione, dei rialzi dei tassi e del QT (l'inasprimento quantitativo della Banca Centrale Europea)”. In particolare da Hsbc si fa riferimento alla questione legata alla sostenibilità del debito che si deteriora con una crescita negativa, giustificando un premio al rischio più elevato, che, tuttavia, aumenterebbe la probabilità di una spesa pubblica aggiuntiva, non del tutto coperta dal sostegno del Next Generation EU. Inoltre, Jussi Hiljanen, chief strategist di Seb, avverte che senza gli acquisti della Banca Centrale Europea, l’offerta netta di titoli di Stato dell’Eurozona nel 2023 potrebbe triplicare (rispetto ai 200 miliardi del 2022), generando pressione soprattutto sugli spread della periferia. Secondo l’esperto, l’assenza di acquisti da parte della Bce, potrebbe far lievitare il rendimento del decennale tedesco fino ad un picco del 2,5-2,7% nei prossimi mesi, prima di un calo spinto dalle aspettative di futuri allentamenti della stretta monetaria.