Seconda giornata consecutiva in ribasso per i rendimenti dei principali titoli di stato occidentali. Lo yield del Btp decennale scende sotto i 260 punti base (ora al +2,54%), mentre quello del Bund si attesta intorno allo 0,8%. Dal punto di vista delle notizie macroeconomiche, è uscito oggi il dato rappresentativo della fiducia dei consumatori nella stabilità economica nazionale degli Stati Uniti, pari a 107,3 -al di sotto del consenso (108,4) e del dato di marzo (107,6)-, a fianco di quello degli ordini di beni durevoli, che al contrario a marzo hanno visto un incremento dello 0,8% su base mensile (+1,1% se consideriamo l’indice core che esclude i trasporti).
Spostando l’attenzione sulle analisi degli esperti, molti dichiarano che il posizionamento (e il sentiment) negativo sui mercati è sempre più difficilmente interpretabile come una possibilità di effettuare il cosiddetto “buy the dip” tanto citato nelle ultime settimane, in quanto questa dinamica non ha trovato nessuna conferma positiva nei dati tecnici o economici osservati di recente. In effetti, alcuni analisti notano che con la banca centrale da falco e la recente divergenza tra il rapporto ciclici/difensivi e rendimenti suggerisce che i timori sulla crescita persistono nonostante l’andamento degli utili del primo trimestre fino ad ora; detto ciò, condizioni finanziarie più restrittive suggerirebbero un'esposizione di portafoglio alle growth stocks inferiore (interessante sottolineare l’andamento negativo dell’ETF di Vanguard sulle aziende a più alto beta, che da inizio anno sta perdendo più del 20%) e, al contrario, un’esposizione al mercato obbligazionario leggermente più in rialzo (soprattutto per quanto riguarda i titoli indicizzati all’inflazione).