Alle 16h16 i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si mostrano contrastati, caratterizzati da un ridimensionamento sul tratto breve della curva, trattano in lieve rialzo sul lungo termine. Pesano le parole di Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, che nel corso di un evento finanziario ha dichiarato che la Bce ha ancora molta strada da fare nell’aumento dei tassi e dovrebbe anche ridurre il proprio bilancio nei prossimi anni. In particolare, il Btp si attesta al 4.168%, mentre il Bund sale al 2.436%, portando lo spread in allargamento a 173 pb.
Il Ctz rende cala al 3.92%, mimato dallo Schatz, che rende il 3.279%. Stesso andamento per i Bonos spagnoli (decennale al 3.451%, duennale al 3.511%) e gli Oat francesi (decennale al 2.982%, duennale al 3.356%).
Gilt poco mossi, ma in lieve calo, con il decennale al 4.4335%. Con la festività del Giorno dell’Indipendenza e l’assenza di dati rilevanti dall’Eurozona, l’attività di trading sui mercati obbligazionari è piuttosto attenuta. Sul fronte macroeconomico, rileva unicamente la bilancia commerciale della Germania che, in termini destagionalizzati, ha registrato a maggio un surplus di 14.4 miliardi di euro. Nel dettaglio, le esportazioni tedesche sono calate dello 0.1% a livello mensile a 130.5 mld euro. Le importazioni sono cresciute dell'1.7% a livello congiunturale a 116.1 mld euro. Secondo gli economisti di Ing, dalla scorsa estate le esportazioni tedesche sono state estremamente volatili, ma «il trend generale punta verso il basso, non verso l'alto» e «il commercio non è più il forte motore di crescita dell'economia tedesca che era in passato, ma piuttosto un freno». Nel frattempo, la Banca Centrale Australiana ha optato per una linea prudente, lasciando i tassi invariati al 4.1%.