Dopo i risultati delle elezioni politiche in Italia si guarda con attenzione alla reazione del mercato obbligazionario. Il rendimento del Btp decennale è in rialzo verso la soglia del 4,7%, mentre lo spread con il Bund è in allargamento a quota 249 punti base. Il pericolo di un’eventuale crescita eccessiva dello spread è stato analizzato da James Lindley, gestore tassi globali del team obbligazionario di Columbia Threadneedle Investments. L’esperto ha affermato che nel breve termine potrebbe verificarsi un impatto negativo sui titoli di Stato a seguito della combinazione tra la fine degli acquisti netti di attività da parte della Bce, il possibile quantitative tightening e ulteriori rialzi dei tassi, nonchè l'ipotesi di un nuovo Governo non ancora collaudato. Il contesto generale nel quale avviene la nascita del nuovo governo vede all’orizzonte nuove strette monetarie e la compressione dei proventi, rendendo sempre più probabile uno scenario recessivo. In particolare, James Lindley ha puntualizzato che “dato l'elevato contesto inflazionistico, non riteniamo che la Bce possa ricominciare a breve gli acquisti e quindi gli acquirenti del debito italiano saranno operatori più sensibili al prezzo e potrebbero richiedere rendimenti più elevati per compensare il rischio aggiuntivo". In riferimento al lungo termine, l’esperto si è espresso sullo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Tpi), introdotto recentemente dalla Bce. Per James Lindley tale strumento dovrebbe frenare gli spread dei Paesi, tuttavia ritiene difficile che venga attivato fino a quando non si verificheranno ulteriori tensioni sul mercato.