Alle ore 17h33, si avvia verso la chiusura il Btp a dieci anni, con un rendimento in calo a 3,76%. Performance molto diverse quelle del decennale tedesco, che dopo l’impennata di inizio sessione che lo ha portato a un costo di finanziamento di 2,28%, tratta ora con un rialzo più modesto a 2,07%. Spread Btp/Bund in diminuzione a 168,5 punti, tornando ancora una volta sotto i 170 punti base.
Inizia la fase di rallentamento pre-festiva dei mercati. Questa settimana, il calendario macroeconomico si presenta abbastanza scarno, fatta eccezione per la riunione della BoJ, i dati sull’inflazione europea di novembre e il Pce USA di novembre. Per la giornata di oggi, l’unico dato macroeconomico di rilievo è l’indice tedesco Ifo relativo al mese di dicembre, sceso a 86,4 punti dagli 87,2 punti precedenti, contro il consenso che attendeva il quarto aumento consecutivo, a 87,7. Sull’obbligazionario, questa settimana non sono previste aste nell’area euro, con gli esperti che guardano già al 2024. Nell’ultimo anno, il rallentamento macroeconomico ha certamente spinto la domanda di titoli a lunga scadenza, afferma Luca Riboldi, direttore investimenti di Banor. Resta ora da vedere se l’Europa andrà in contro a un periodo di recessione, che forzerebbe la Bce a un rapido taglio dei tassi a breve. Al momento, continua l’esperto, le scadenze migliori sembrano essere quelle a 3/4 anni. Va considerata, infine, la presenza di molti Paesi occidentali con deficit elevati: questo fattore, con tutta probabilità, andrà a sostenere l’aumento della domanda di finanziamento durante il prossimo anno, incrementando il costo del denaro a svantaggio del pubblico retail.