Continua la pressione causata dalla riunione della Banca Centrale Europea sui rendimenti dei Titoli di Stato periferici. Prosegue il periodo di vendite, con il Btp a dieci anni che ha toccato i massimi dal 2014, con un tasso d’interesse prossimo al 4%. In aumento anche il tasso di finanziamento del Bund tedesco, in particolare, quello con scadenza a due anni, supera la soglia del punto percentuale (1,080%) per la prima volta da agosto 2011. In ulteriore allargamento il differenziale tra titoli governativi italiani e tedeschi, il quale si attesta intorno ai 232 punti base. A causa di una Bce divenuta nelle ultime settimane più aggressiva, le obbligazioni non core dell’eurozona sono state messe sotto pressione, per contrastare un livello di inflazione sempre più elevato. Secondo Florian Spaete, il senior bond strategist di Generali, a causa dei futuri innalzamenti dei tassi d’interesse (specie nel terzo trimestre del 2022 e seguenti) al fine di combattere la pressione inflazionista, c’è il concreto rischio che si ripresentino i problemi sulla sostenibilità del debito, specie per paesi già affaticati, come l’Italia. Durante questa settimana, molta importanza ricadrà sulla riunione della Fed, programmata per mercoledì dopo il sorprendente dato sul Cpi statunitense. I mercati monetari stanno scontando un totale di 250 punti base di innalzamento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, in cinque tranche, entro la fine dell’anno. Per quanto riguarda l’eurozona le previsioni sono di un aumento di 150 pb in totale, con un primo rialzo di 25 punti base a luglio, seguita da due successivi rialzi di 50 pb ciascuno, a partire da settembre.