I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono attualmente stabili dopo le ultime sedute caratterizzate da un loro repentino aumento, causato principalmente dai timori dei nuovi contagi da Omicron, i quali risultano in forte aumento in Europa come asserisce lo studio dell'Università di Oxford, che afferma come siano state confermate 835 diagnosi per milione di persone, numeri che crescono rapidamente man mano che la variante Omicron si diffonde.
Nello specifico al momento i Btp italiani con scadenza decennale rendono l'1,168%, mentre i Bund tedeschi di egual scadenza si portano al -0,1815%, con lo spread Btp-Bund ora a 135,9 punti Base, in aumento rispetto ad inizio anno di 24,5 p.b.
Per quanto riguarda l’Italia, con il nuovo Governo di Mario Draghi si ricorda come lo spread si sia compresso al di sotto dei 100 p.b. a Febbraio, seppur la domanda di obbligazioni ha subito in seguito un calo dovuto all’erosione dei rendimenti da parte dell’inflazione; si rammenda inoltre come anche il Ftse Mib abbia intercettato la fiducia di tale Governo da parte degli investitori, riuscendo ad acquisire Ytd il 23%.
Nel frattempo Robert Holzmann, componente del Consiglio direttivo della Bce e governatore dell'istituto centrale austriaco, afferma come nel 2022 la Banca centrale europea dovrà focalizzare la sua attenzione sul graduale superamento dei tassi di interesse negativi ed in particolare sulle misure di politica monetaria non convenzionali, inoltre, la banca centrale austriaca prevede che l'indice prezzi al consumo armonizzati per i Paesi dell'Unione europea subirà un incremento del 3,2% nel 2022, dopo aver raggiunto un +2,7% quest'anno, mentre, sempre secondo tale istituto, nel 2023 l’Ipca potrebbe aumentare del 2,3%.