I dati sull’inflazione della scorsa settimana hanno ulteriormente confermato la direzione che la Banca Centrale Europea dovrà intraprendere durante la riunione di giovedì, ossia da un lato un incremento ormai scontato di 75 punti base dei tassi d’interesse, e dall’altro una revisione a rialzo delle aspettative di inflazione, che potrebbe raggiungere un livello vicino al 9,7% nel mese di dicembre. Il rialzo dei tassi è divenuto necessario per consentire all’istituto di Francoforte di salvaguardare la spirale salariale e in parte anche l’incremento dell’indice dei prezzi al consumo, anche se esso è strettamente correlato all’offerta di energia. Il tasso di policy della Bce, secondo il mercato, è vicino al 1,6% per la fine dell’anno, con un picco vicino al 2,2% durante la prossima estate. Il presidente della Bce, Christine Lagarde, potrebbe dare un’impronta da falco nella riunione politica di giovedì con massimo focus allo shock dei prezzi dell’energia, accantonando momentaneamente il rallentamento della crescita economica dell’Eurozona, anche perché una notevole revisione al ribasso per il 2023 è già stata segnalata. In tale contesto, il Btp italiano viene scambiato in rialzo di 9 punti base a un tasso prossimo al 4%, accompagnato da un Bund con medesima scadenza poco mosso, che presenta uno yield del 1,5%. Di conseguenza lo spread continua a rimanere nella zona vicino ai 240 punti base, in un contesto di elevata avversione al rischio a causa delle preoccupazioni relative all’approvvigionamento di gas, specie dopo che il Cremlino ha comunicato di voler sospendere i flussi di metano che affluiscono dal principale gasdotto europeo Nord Stream 1.