Inflazione in Germania che cresce oltre alle aspettative, attestandosi a un livello del 7,9% su base annua rimanendo invariata rispetto alla rilevazione del mese di luglio. Tale livello di inflazione non si registrava da oltre 70 anni, commentano gli economisti di Commerzbank. Un fattore determinante a mantenere l’indice dei prezzi al consumo alle stelle è il settore dei generi alimentari, che ha fatto registrare un rincaro del 17% rispetto al 2021. Considerando l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), esso si attesta al 8,8% su base annua e allo 0,4% su base mensile, il che fa presagire una contrazione dell’economia tedesca nel terzo trimestre, date anche le previsioni di un’inflazione che potrebbe raggiungere la doppia cifra durante l’autunno. Come da aspettative, il Bund tedesco continua la sua corsa al rialzo, generando un tasso di rendimento del 1,5%, mentre il Btp italiano decennale genera uno yield del 3,8%. Il faro rimane puntato su Francoforte, specie dopo i dati del IPC in uscita questa settimana che costringeranno la Banca Centrale Europea a proseguire la politica monetaria restrittiva rendendo un rialzo di 75 punti base sempre più probabile. Dal momento che le probabilità di una recessione sono in forte crescita, prende piede la possibilità che la Bce sposi un approccio stop and go, ossia sospendere il rialzo dei tassi quando la recessione colpirà nel 2023 e riprendere la politica monetaria restrittiva una volta che l’economia ripartirà. L’indice mensile del sentiment economico della commissione europea è in calo al 97,6 punti ad agosto, amplificando i ribassi previsti dal consenso che si attestavano a un livello del 98,0.