La Banca Centrale Europea non tradisce le aspettative e con una mossa storica incrementa tutti e tre i tassi d’interesse di riferimento di 75 punti base. Nel dettaglio il tasso sulle operazioni di finanziamento passa dallo 0,5% al 1,25%, il tasso sulle operazione marginali dallo 0,75% al 1,5% e infine il tasso i cui le banche commerciali depositano il denaro presso l’istituto di Francoforte passa dallo 0 allo 0,75%. Un aumento di tale consistenza non si verificava dal 1999, in cui però si trattava di un rialzo tecnico. Nel discorso tenuto da Christine Lagarde si è anche sottolineato come tale incremento, sarà seguito da altri rialzi dei tassi nelle successive riunioni, dal momento che per la Bce l’obiettivo primario rimane abbattere l’inflazione; le decisioni saranno prese “meeting by meeting” con i dati aggiornati sottomano. Sono state riviste a ribasso le stime sulla crescita, mentre a rialzo quelle sull’inflazione, che si è confermata essere non transitoria e rimarrà sopra il livello obiettivo dei due punti percentuali per tutto il 2022 e il 2023. Nel dettaglio dovrebbe attestarsi al 8,2% entro la fine del 2022, al 5,5% nel 2023, raggiungendo un 2,4% solo nel 2024. Dopo un rialzo di tale portata a beneficiarne è sicuramente l’euro che torna a guadagnare terreno nei confronti del biglietto verde statunitense, riportandosi sopra la parità a un tasso di cambio del 1,00011. Il rallentamento dell’economia dovrebbe ristagnare durante tutto l’anno e nel primo trimestre del 2023, dal momento che le quotazioni elevate dell’energia riducono il potere d’acquisto di famiglie e imprese, abbinato alle strozzature lato offerta che continuano a frenare l’attività economica.