Giornata di ribassi per i rendimenti dell’obbligazionario europeo, con il Btp decennale che alle ore 17h10 paga il 3,74%, mentre il Bund a dieci anni vede il proprio tasso contrarsi a 2,23%. Lo Spread tra i due titoli è in diminuzione, poco sopra la soglia dei 150 pb.
Sulla politica monetaria, Francois Villeroy de Galhau, membro francese del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, ha confermato che un taglio dei tassi quest’anno ci sarà, ma che al momento una data non è ancora stata fissata. Secondo gli strategist di Unicredit Research, la riunione di marzo potrebbe essere la prima seduta in cui si discuterà attivamente sulle possibilità di taglio. Si contrappone tuttavia Klaas Knot, membro del Consiglio direttivo, che ha ribadito ancora una volta l’importanza dei dati macroeconomici. In particolare, il falco ha affermato che "l'unico pezzo del puzzle che ci manca è l'assoluta convinzione che la crescita dei salari si adatterà al rallentamento dell'inflazione. Quando questo pezzo del puzzle andrà al suo posto, potremo abbassare un po' il tasso di interesse". Dopo la Bce, questa settimana sarà il turno della Fed, che mercoledì si esprimerà in merito alla politica sui tassi futura. A differenza dell’istituto di Francoforte, la Banca centrale statunitense aveva già dichiarato a dicembre che il 2024 sarebbe stato l’anno della svolta dovish e gli investitori, sulla scia di queste parole, scontano un primo taglio già per la seduta di marzo. Paolo Zanghieri, senior economist di Generali Investments, ritiene invece improbabile che la Fed toccherà i tassi prima di maggio. L’esperto stima poi che quest’anno il tasso sui Fed funds calerà complessivamente di 100 pb e raggiungerà il 2,75-3% entro la fine del 2025.