I rendimenti dei principali titoli governativi si avviano a chiudere la settimana frenando lievemente la cavalcata delle ultime sessioni. Lo yield del decennale italiano si attesta ora all’1,953%, mentre quello del Bund tedesco rimane fermo vicino allo 0,297%. Lo spread Btp/Bund si porta a 166 punti base, in leggero aumento rispetto a ieri. Sul fronte della politica monetaria, la presidente della Banca Centrale Europea cambia il tono rispetto alle dichiarazioni fatte negli ultimi giorni: l'aumento dei tassi di interesse "non risolverebbe nessuno dei problemi attuali. Al contrario: se agissimo ora con troppa fretta, la ripresa delle nostre economie potrebbe essere notevolmente più debole e i posti di lavoro sarebbero messi a repentaglio", afferma la Lagarde. In ogni caso, rassicura gli investitori confermando il fatto che qualsiasi decisione che verrà presa nei prossimi mesi sarà graduale.
Tuttavia, secondo alcuni analisti, l’inflazione potrebbe creare anche un altro tipo di problema; nonostante la crescita stimata degli utili dell’S&P 500 dovrebbe essere del 9% nei prossimi 12 mesi, un livello generale di prezzi così elevato potrebbe ridurre di molto i profitti per gli investitori, che ora più che mai devono cercare di selezionare quelle società che sono in grado di aumentare utili e ricavi superiori all’inflazione. In effetti, la gran parte dei titoli growth e ad alto beta hanno risentito negativamente durante questi ultimi mesi, con una rotazione settoriale che ha favorito i titoli value. I settori dei materiali e materie prime possono continuare a prosperare finché i prezzi continueranno a salire, mentre quello energetico potrebbe subire una correzione più forte visto il suo decisivo aumento da ormai diversi mesi.