Corrono i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, con quello del Btp decennale in allargamento di ben 18 punti base e lo spread Btp/Bund che raggiunge i 180 pb (+7,7 pb). Ad intimorire gli investitori sono le recenti affermazioni di alcuni membri della Bce oltre ai verbali della riunione di dicembre, che confermano la scelta dell’Istituto di Francoforte di non allentare la stretta monetaria. I timori della Bce nel breve termine riguardano la riapertura della Cina che, secondo la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, comporterà "un aumento delle pressioni inflazionistiche”. Tale aumento sarà riconducibile, spiega Lagarde, ad un incremento nella domanda di commodity e, in particolare, di energia da parte della seconda economia mondiale. Bnp Paribas Markets 360 ha alzato le previsioni sul picco del tasso sui depositi della Bce, portandolo al 3,25% dal 3%. L’incremento, secondo gli esperti, è dovuto ad una flessione economica più lieve del previsto, che necessiterebbe di più tempo per contrastare l’inflazione. Mentre l’attuale tasso sui depositi è al 2%, prevedere il tasso terminale al 3,25% implica un ciclo di inasprimento maggiore rispetto alla previsione precedente del 3% dell’asset manager francese. In accordo con la previsione di un superamento del 3% per i tassi nell’Eurozona, Mark Dowding, Cio di BlueBay, è del parere che la Bce li aumenterà di 50 pb nella prossima riunione e che supereranno il 3% in primavera. L’esperto ha aggiunto che da marzo in poi, in base ad alcune indiscrezioni, la Bce potrebbe cercare di rallentare il ritmo dei rialzi, tuttavia, sembra che si tratti di rumors provenienti più dal fronte colomba dell’Istituto.