Giornata a rialzo per i rendimenti dei principali titoli di stato occidentali. Lo yield del Btp a dieci anni sfiora i 260 punti base (ora al 2,596%), mentre quello del Bund si attesta al +0,952%. Parlando del contesto macroeconomico europeo, stanno aumentando le voci interne al Consiglio direttivo della BCE circa un intervento sui tassi già ad inizio estate, in modo da cercare di contrastare il prima possibile il record dell’inflazione; in particolare, è uscita oggi la notizia che riguarda l’indice dei prezzi al consumo in area euro, che vede il dato su base mensile in crescita del 2,4% contro il precedente 2,5%, così come quello su base annua il quale si attesta al 7,4% contro il precedente 7,5%. Per essere più precisi, secondo alcuni analisti i mercati monetari stanno scontando al momento ben tre rialzi dei tassi della banca centrale nel 2022, per un aumento totale di 75 punti base. In effetti, dopo Kazaks della banca centrale lituana, ha fatto notizia il cambio di approccio da parte della 'colomba' Luis De Guindos, vice presidente BCE, secondo cui “non c’è motivo per non terminare gli acquisti a luglio". In questo contesto, anche il governatore della banca del Belgio Wunsch ha affermato che la BCE dovrebbe adottare una politica restrittiva per tenere sotto controllo l'inflazione, aggiungendo che qualsiasi mossa sarà comunque ancora dipendente dai dati e da eventuali ulteriori escalation della guerra in Ucraina; in effetti, analizzando i dati che hanno contribuito all’aumento dei prezzi al consumo, Eurostat ha evidenziato che le due componenti principali restano ancora i prezzi dell’energia elevati (ad ora il greggio guadagna quasi il 2%) e quelli del cibo, entrambi particolarmente messi sotto pressione dal conflitto.