Questa di oggi è una giornata piena di appuntamenti importanti per il mercato finanziario. La BCE ha confermato quanto deciso a dicembre 2021, cioè la fine degli acquisto di titoli dovuti all’emergenza pandemica prevista per marzo. La presidente Lagarde afferma che “è probabile che l’inflazione rimanga elevata più a lungo del previsto, ma diminuirà nel corso di quest’anno”; inoltre, “i rischi per le prospettive di inflazione sono inclinati a rialzo, in particolare per il breve termine”. Durante questo incontro la banca centrale ha tenuto i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali invariati allo 0%, ma nel comunicato avverte che la politica sul costo dell’euro può far collocare “un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo del 2%”. I mercati obbligazionari hanno accusato queste parole, con il rendimento del Btp decennale che è schizzato in pochi minuti sopra i 160 punti base e quello del Bund tedesco a quota +0,15%, con lo spread in aumento a 146 punti base. Al contrario della Bce, la banca d’Inghilterra ha aumentato il tasso di interesse bancario allo 0,50%, dal momento che l’inflazione del paese è aumentata più di quanto la banca si aspettasse qualche mese fa; le stime del CPI dei prossimi mesi si sono portate al rialzo, con una previsione del +6% a marzo. Dopo la notizia, il rendimento del decennale inglese è salito all’1,38%. Anche il mercato valutario è stato vittima di una forte volatilità. Il cambio euro sterlina è inizialmente sceso sotto il livello di 0,83 per poi rimbalzare e sfiorare quota 0,84 solo in poche ore. Anche il cambio euro dollaro ha risentito di queste dichiarazioni, guadagnando circa l’1% solo nelle poche ore dopo la conferenza stampa.