L’azione delle banche centrali della scorsa settimana rafforza le attese sugli aumenti dei rendimenti dei bond governativi. Ad oggi, lo yield del Btp decennale si porta a quota 2,04%, mentre quello del Bund raggiunge lo 0,5%. In salita anche i rendimenti dei Treasury; il decennale raggiunge il 2,372%, mentre lo yield a cinque anni, più sensibile ai tassi a breve, è ora sopra i 2,38%. L’attesa per il prossimo futuro è che gli investitori chiedano un maggiore compenso per detenere titoli di stato a fronte di un’inflazione più elevata, il che induce a sottopesare in portafoglio questa asset class. In effetti, ad ora gli investitori sembrano preferire assumere rischio sull’azionario piuttosto che sul mercato obbligazionario, nell’aspettativa di rendimenti reali comunque bassi. In questo contesto, BlackRock nota che nonostante le parole decise della Fed contro l’inflazione, difficilmente la banca centrale riuscirà a mantenere tutto quello che è stato annunciato, dal momento che la crescita e l’occupazione potrebbero essere messe a dura prova dall'aumento dei tassi di interesse. Sempre BlackRock ritiene possa essere più verosimile la volontà della Fed di convivere con un’inflazione più elevata del solito, spinta soprattutto dai colli di bottiglia sul lato offerta e dal rincaro delle commodities. Nel frattempo, la Bce sembra aver negato la possibilità di stagflazione. Secondo il vicepresidente della Bce, tale scenario ha poca probabilità di avverarsi, in quanto “le proiezioni di crescita del 4% per quest’anno sono state rivalutate al 2% dopo gli avvenimenti in Ucraina, ma rimangono pur sempre positive”. Il vero problema restano i prezzi al consumo, che nelle prossime settimane continueranno ad essere al centro dell’attenzione.