I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono in lieve calo in attesa delle riunioni delle principali banche centrali globali di questa settimana, in particolare i Btp italiani con scadenza decennale rendono ora lo 0,930%, mentre i Bund tedeschi il -0,3610%, con il loro spread in contrazione, al momento a 129,2 punti base.
Secondo Annalisa Piazza, analista di ricerca sul reddito fisso presso MFS Investment Management, se la Banca centrale europea decidesse di prendersi più tempo per ritardare ulteriori decisioni a Febbraio 2022, i rendimenti dei titoli di stato dell'Eurozona, ed in particolare quelli della periferia, potrebbero mostrare una certa volatilità nel breve termine, considerate anche le condizioni di scarsa liquidità di fine anno; nel medio termine, tuttavia, è probabile che la politica monetaria della Bce rimanga favorevole, questo in modo da garantire sostegno fiscale alle economie nella fase di ripresa, seppur non si esclude un allargamento degli spread nel breve termine, causa delle elevate incertezze generate dalla divisione interna al Consiglio direttivo della Bce.
Ma diverse solo le opinioni degli economisti. Lo strategist dei tassi di Citi, Jamie Searle, afferma secondo la sua visione come sia probabile che la Banca centrale europea si riveli “falco”, il che, insieme ad una reazione spropositata del mercato, potrebbe portare il rendimento del Bund tedesco decennale vicino al -0,15%, mentre Pietro Baffico, economista di Abrdn, sostiene che una delle poche banche centrali a rimanere “colomba” sarà proprio la Bce, annunciando maggiore flessibilità per il Qe ordinario nonostante il Qe emergenziale scadrà a Marzo 2022, annunciando un volume aggiuntivo di acquisti al di sopra degli attuali 20 miliardi.