Alle 16:38 i rendimenti in Eurozona trattano in rialzo, con il Btp italiano al 4.559% (+2.00%), il Bund tedesco che raggiunge il 2.7150% (+3.08%) portando lo spread in rialzo a quasi 184 pb.
A influenzare la giornata odierna vi è la pubblicazione dell’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona definitivo di febbraio, elaborato da Ihs Markit, che si è attestato a 48.5 punti, in calo rispetto ai 48.8 di gennaio, sui minimi da 2 mesi, in linea al preliminare e al consenso.
Entrando nel dettaglio dei singoli Stati, il Pmi manifatturiero definitivo della Francia si è attestato a 47.4 punti, in calo dai 50.5 di gennaio, al di sotto del preliminare e del consenso a 47.9 punti. Quello della Germania è risultato pari a 46.3 punti, in calo rispetto ai 47.3 punti del mese precedente, al di sotto del preliminare e del consenso a 46.5 punti. Infine, quello dell'Italia si è attestato a 52 punti, in aumento rispetto ai 50.4 di gennaio, al di sopra del consenso a 50.8 punti.
Contrariamente alle aspettative, l'economia mondiale ha saputo superare bene il ciclo di rialzo dei tassi e questo potrebbe obbligare le Banche Centrali a mantenere i tassi più elevati per un tempo più lungo per tenere a bada l’inflazione. In questo contesto non è sorprendente vedere i rendimenti salire, tuttavia, secondo gli analisti di Mizuho, il selloff dei titoli di Stato potrebbe essere già andato troppo oltre. Gli analisti di UniCredit Research vedono opportunità di rendimento da possibili ulteriori picchi nel breve periodo, fermo restando che gli indicatori tecnici iniziano a segnalare che il Bund future è in territorio di ipervenduto, suggerendo come lo spazio per ulteriori vendite appaia limitato.