Fine settimana a rialzo per i prezzi dei principali titoli di stato, che vedono gli investitori smobilitare una percentuale sempre più alta della loro liquidità dai mercati azionari per allocarla in asset più sicuri. I rendimenti dei Btp decennale scendono all’1,56%, mentre quelli del Bund tornano negativi al -0,091%. Anche sul mercato americano notiamo la stessa dinamica, con i prezzi dei Treasury in forte rialzo. Questi dati ci mostrano che la preoccupazione di un rallentamento economico potrebbe essere maggiore rispetto al timore dell’inflazione elevata. Se suddividiamo l’economia in settori e andiamo a considerare le performance relative rispetto a quella dell’S&P 500 registrata da inizio anno, notiamo che, oltre al noto settore energetico trainato dal petrolio, anche le utilities, i consumer staples e l’health care hanno sovraperformato l’indice composito. Inoltre, anche la rotazione settoriale dalle growth alle value company sta proseguendo la corsa, segno del fatto che gli investitori si trovano ancora in un clima troppo incerto e volatile per poter spostare la loro liquidità verso i titoli a più alta crescita (come le aziende tech). Tuttavia, merita ricordare che un altro indicatore a cui gli analisti prestano attenzione durante i grossi cali del mercato è l’andamento del prezzo del legname e, in generale, l’andamento del dato dei permessi per le costruzioni (residenziali e non). Se osserviamo questi due dati ad oggi, non riscontriamo un forte calo, ma solo un lieve rallentamento; alcuni esperti ritengono che nel prossimo futuro, nel caso in cui le aspettative di una decrescita dell’economia dovessero realizzarsi, anche il settore delle costruzioni potrebbe andare incontro a sottoperformance significative.