Dopo una mattinata in rialzo, i rendimenti dei principali titoli di stato occidentali sono il lieve calo. Lo yield del Bund tedesco ha raggiunto la soglia dell'1% per la prima volta dal 2015, mentre il rendimento del Treasury decennale ha sfiorato il 3%; a questi movimenti corrisponde, dal lato dei prezzi, una vendita delle obbligazioni in vista dell’importante riunione della Fed che caratterizza questa settimana. Movimento simile per lo yield del Btp, ora poco sotto il 2,9%. In termini di prospettive politiche della BCE, il consiglio di amministrazione sembra preoccupato per il duro colpo subito dalla domanda per via dei prezzi elevati dell'energia; in questo contesto, il mercato prevede che la BCE dovrebbe annunciare la fine del QE a giugno, ma ci sono aspettative contrastanti sui tempi di decollo dei tassi.
Seguendo un’analisi di Alliance Bernstein, la spinta a rialzo dei rendimenti di diversi strumenti di investimento -cominciata ormai da almeno sei mesi- ha il potenziale di espandere la gamma di fonti di reddito per gli investitori multi-asset, possibilità questa che consente di operare con una flessibilità e diversificazione tali da ridurre il rischio derivante dalla sovraesposizione a poche e circoscritte asset class. Proseguendo nell’analisi, si ritiene naturalmente che concentrarsi solo sul rendimento possa produrre scelte azzardate (in quanto i tassi riflettono la rischiosità intrinseca di quell’asset class), ma seguire un approccio dinamico che prenda in considerazione strumenti più eterogenei (come ad esempio il debito emergente, sempre più interessante) potrebbe essere in grado di creare una composizione del portafoglio in grado di contrastare in modo efficiente alle sfide poste dall’elevata inflazione.