I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona stanno tornando attualmente a valori più contenuti, in particolare i Btp italiani con scadenza decennale portano sotto la soglia dell'1% i loro rendimenti (0,936%), mentre i Bund tedeschi di egual scadenza compiono una discesa leggermente più marcata, rendendo ora il -0,231%. Intanto lo spread tra i due titoli si assottiglia leggermente rispetto alla chiusura precedente e si fissa in questo momento a 115 punti base.
Intanto l'inflazione in area Euro, secondo l'economista Salomon Fiedler, salirà probabilmente al 4,5% alla fine del 2021, ma la maggior parte dei fattori che stanno facendo aumentare i prezzi svaniranno ,e , all'inizio del 2022, gli effetti dei prezzi del petrolio dovrebbero ridursi, mentre la maggior parte dei problemi riguardanti la supply-chain dovrebbero esser risolti entro la metà del 2022.
Nel contesto Statunitense assistiamo altrettanto ad una stabilizzazione dei rendimenti dei T-Bond a scadenza decennale e trentennale, i quali al momento rendono rispettivamente l'1,556% e l'1,992%, indicando un possibile appiattimento della yield curve to maturity, presagio di un possibile rallentamento economico futuro.
Tuttavia, il mercato obbligazionario ha reagito bene alle decisioni prese dalla Fed, la quale ha ribadito che manterrà i tassi di interesse a questi livelli sino a quando l'economia non raggiungerà la piena occupazione ed il tasso di inflazione non si stabilizzerà al di sopra del 2%. D’altra parte ha deciso invece di iniziare a ridurre il ritmo di acquisto dei titoli di Stato per totale di 10 miliardi di dollari al mese, portandolo a 70 miliardi, mentre il ritmo di acquisto degli ABS sarà ridotto di 5 miliardi al mese, stabilendosi a 35 miliardi.