CultureVivetta nel lago dei cigni alla Milano fashion week
Sulle note profonde di un pianoforte debutta il menswear nella passerella co-ed del marchio. E gli animali piumati tornano tra spille, maschere e dettagli trompe l’oeil, in una fiaba contemporanea
Una maschera carnevalesca con due cigni intrecciati a formare un cuore è adagiata sulle sedute. E accoglie gli ospiti anticipando il racconto della sfilata autunno-inverno 2026/27 di Vivetta. Che si apre sulle note gravi di un pianoforte mentre si svela il primo look. È l’inizio di un nuovo capitolo, che coincide con l’esordio del menswear in passerella in dialogo co-ed con l’universo femminile, dopo l’addio della fondatrice Vivetta Ponti.
I cigni sono protagonisti, appuntati come spille sulle giacche maschili, sui top e sugli abiti. La favola prosegue, mutando pelle. I codici sono quelli ma si fanno mobili. Mini dress costruiti a pannelli, gorgiere di rouches che incorniciano il volto come colli elisabettiani. Sfilano moderne Odette metropolitane, avvolte in abiti di pellicce, con piccole corna indossate a mo’ di cerchietto, sembrano creature uscite da un bosco incantato.
Il fiabesco è un déjà-vu. I guanti coprono soltanto le dita, lasciando scoperto il palmo in un gioco di sottrazioni. Dai jeans pendono catenine sottili con chiavi che sembrano aprire castelli di fate.
Poi arrivano i co-ord, con maglie che simulano i cardigan, ma sono un tutt’uno, con finti bottoni gioiello. In un’illusione trompe l’oeil calibrata e meno enfatizzata rispetto al passato. E quando la scena si accende dello shining delle paillettes sui vestiti, queste non appesantiscono, ma vibrano sulla trasparenza dei veli, ora stemperati dall’abbraccio inatteso di un maglione a rombi. (riproduzione riservata)
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