CultureTestoni rilancia tra Italia e Asia
Il marchio bolognese delle calzature di alta gamma accelera a Oriente. Giappone, Cina e Hong Kong i mercati chiave, ma rafforza il presidio italiano con nuovi spazi milanesi e il rilancio del Made in Italy come valore identitario. Obiettivo, crescita a doppia cifra, ampliamento del womenswear e un posizionamento che coniuga heritage artigianale e visione internazionale
Crescere senza tradire il proprio Dna. È questa la rotta che Testoni ha scelto di seguire in una fase di profonda ridefinizione dei codici del lusso globale. Il brand italiano specializzato in calzature e pelletteria di alta gamma, controllato dal gruppo quotato Viva China, consolida la propria leadership nei mercati asiatici, Giappone, Cina continentale, Taiwan e Hong Kong, e al tempo stesso rilancia l’Europa partendo dall’Italia, cuore simbolico e operativo del marchio.
Oggi l’Asia rappresenta il baricentro del business, racconta il management a MFF, il Giappone è un mercato maturo e fidelizzato, la Cina resta strategica con nuove aperture in programma tra Pechino e Shanghai, mentre Hong Kong continua a svolgere un ruolo chiave sia commerciale sia direzionale.
Qui il canale privilegiato è il retail diretto, coerente con un consumatore che ricerca esperienza, prodotto e storytelling. L’Europa invece rappresenta ancora un potenziale inespresso. Da qui la decisione di investire su Milano con un nuovo spazio
E la maxi boutique in via Manzoni. Dove è presente anche il segmento femminile, destinato a crescere fino a rappresentare circa il 30% del mix complessivo, accanto al core maschile che rimane centrale.
Oltre a Milano, Bologna riafferma il proprio ruolo. È qui che il brand è nato nel 1929. «Essere italiani non è un’etichetta, è un sistema di valori», è il messaggio che filtra con chiarezza. Il Made in Italy resta un pilastro, soprattutto per le calzature artigianali uomo, ma viene affrontato con pragmatismo e trasparenza. Linea per linea, prodotto per prodotto, senza scorciatoie formali. Dove è Made in Italy, lo è al 100%. E se un futuro non lo sarà, l’origine verrà dichiarata con chiarezza, affermano.
Una posizione che intercetta l’evoluzione del consumatore globale, sempre più attento alla qualità reale, al design e al rapporto valore-prezzo, e meno incline a farsi guidare da slogan. In alcuni mercati, ammette Enzo Vaccari, coo di Testoni, il Made in Italy pesa meno di una proposta coerente, ben costruita e contemporanea.
Sul fronte dello sviluppo geografico, oltre all’Asia, il prossimo capitolo sarà quello americano. Gli Stati Uniti rappresentano un mercato da riconquistare, soprattutto attraverso il canale wholesale e le boutique multimarca di alta gamma, più che attraverso i department store tradizionali. Un percorso che potrà beneficiare delle sinergie industriali e operative all’interno del gruppo Viva China.
Le prospettive economiche sono dichiaratamente ambiziose. Con un sicuro ritorno di crescita a doppia cifra, commenta il ceo. Un obiettivo sostenuto anche dal ritorno progressivo a una maggiore formalità nel vestire, dopo anni dominati da streetwear e urban.
È in questo contesto che si inserisce la collezione fall-winter 2026/27. «The essential prestige», manifesto estetico e culturale del nuovo corso. Un lusso silenzioso, misurato, che rifugge l’eccesso e si affida alla materia, alla costruzione, alla memoria. Modelli classici, Oxford, Derby, mocassini, boots, sneakers, vengono riletti in chiave contemporanea attraverso volumi calibrati, palette profonde e lavorazioni storiche come il sacchetto bolognese, il piuma rapid e il norvegese.
Tra le novità spicca la nuova forma Pienza, sintesi di equilibrio rinascimentale e minimalismo moderno, mentre l’archivio, forte di centinaia di migliaia di modelli storici, diventa una risorsa viva da reinterpretare. Un patrimonio che pochi competitor possono vantare e che proietta Testoni verso il traguardo dei cento anni, che arriverà nel 2029, con una consapevolezza nuova. E che il vero prestigio, oggi, è soprattutto saper durare. (riproduzione riservata)