CultureSimone Bellotti svela la sua campagna di debutto per Jil Sander
Il primo adv firmato dal nuovo direttore creativo, ex Bally, traduce in immagini la domanda dietro la collezione di debutto, scattata da Stef Mitchell

«È possibile togliere aggiungendo una sigla personale?». È la domanda che Simone Bellotti si è posto al momento del suo debutto creativo per Jil Sander. E ora prende forma, si fa immagine e si condensa nella campagna che segna l’inizio di un nuovo linguaggio visivo per il marchio di Otb. Fotografato da Stef Mitchell, il primo adv reinterpreta il purismo, cifra storica del brand. Perché se è vero che «Jil Sander piace a tutti», come aveva sottolineato in più occasioni il designer, ha anche un archetipo, di donna e uomo definito al laser. E ora Bellotti lo traduce in una superficie-atmosfera perfetta attraversata da tensione costante. Un dialogo continuo tra opposti, rigore e leggerezza, grazia e severità, controllo e libertà, che si manifesta tanto nei capi quanto nella costruzione delle immagini.
Lo spazio bianco dello studio diventa il luogo in cui far emergere la collezione. Come per Wanderlust, il corto uscito la scorsa estate, anticipazione al suo esordio di settembre, in cui la città e la musica erano protagonisti. E come per lo show spring-summer 2026 in piazza Castello a Milano. Il focus è sulle atmosfere.

«Sono spinto dalla curiosità per il corpo», afferma Bellotti. Postura e gesto diventano strumenti di comunicazione primaria, mentre gli abiti, pensati per avvicinare, nascondere e rivelare, si muovono tra razionalità e sentimento. Le inquadrature, ora ravvicinate ora più ampie, sono decisive. Il centro è il movimento, e ciò che esso racconta sul piano emotivo e fisico.
L’erotismo non è mai dichiarato, ma si insinua nel contegno, nello spazio che separa ciò che è mostrato da ciò che resta celato. Il linguaggio visivo costruito da Bellotti per Jil Sander occulta e rivela, parla di bellezza e di emozione, ma soprattutto del potere silenzioso del desiderio. Intanto l’appuntamento è segnato per il prossimo 25 febbraio, quando il designer rivelerà il secondo atto della sua visione per il brand. (riproduzione riservata)