CultureSecond hand e renting brillano nel 2021 della moda
Il mercato dell'usato e del noleggio di abbigliamento si è consolidato nei dodici mesi e da qui a dieci anni potrebbe valere il doppio del fast fashion, secondo un rapporto GlobalData. E dai brand al debutto nel reselling, come Gucci e Adidas, alle acquisizioni, c'è chi, da ThredUp a Poshmark ha già debuttato in Borsa
Renting e second hand. Ovvero, noleggio e usato, due parole che hanno contribuito a scrivere la cronistoria fashion del 2021, ponendo le basi per un cambio di direzione nel modello di consumo prevalente. Nel corso dell'anno, infatti, la lista dei player che hanno debuttato in questi segmenti, sfruttando la Rete e le nuove tecnologie, o che hanno visto un relativo consolidamento del business, tanto da decidersi a entrare sul pubblico mercato, è lunga, eterogenea e possibilmente destinata ad ampliarsi.
Secondo una ricerca di GlobalData e della piattaforma ThredUp, specializzata nella compravendita online di abbigliamento usato di alta gamma, entro il 2030 il business del fashion reselling negli Stati uniti varrà il doppio dell'attuale fetta mercato occupata dal fast fashion, per un totale di 84 miliardi di dollari contro i 40 del settore rappresentato da player come Inditex, Asos o Fast retailing. Anche un rapporto di Research and markets sulla portata globale del fast fashion nel prossimo decennio sottolinea come la crescente attenzione alla sostenibilità potrebbe impattare il modello, che tuttavia si appresta a superare i 200 miliardi di fatturato da qui a dieci anni (vedere MFF del 23 novembre).
Se eBay, nato nel 1995, è stato un pioniere del settore, nel corso degli anni sono molte le aziende nate con lo scopo di facilitare, sfruttando la Rete e le tecnologie, la compravendita di vestiti e accessori, spesso di lusso, tra privati. Da ThredUp a Poshmark, dalla francese Vestiaire collective alla lituana Vinted, passando per The real real, per ora, gran parte delle insegne sono concentrate nelle transazioni c2c (consumer-to-consumer, ndr). Grazie a queste piattaforme, nel 2021 circa 118 milioni di persone hanno rivenduto vestiti per la prima volta, e il 76% dei consumatori che hanno comprato second hand aumenteranno la loro spesa nei prossimi cinque anni.
Al di là del lusso, il successo di queste platform sembra stare anche nel dare una patina aspirazionale alla moda pre-owned, come facevano piattaforme come Veepee o Showroomprivé con le azioni. L'acquisto di questi prodotti, che hanno una tradizione nell'acquisto al kilo nei cosiddetti thrift shop o ai mercatini delle pulci, sta perciò diventando sempre più un'esperienza simile a quella di un qualsiasi altro marchio online. Questo momentum ha portato al lancio di nuove linee di business rivolte al canale professionale, con la gestione di servizi per conto di terzi, permettendo alle aziende di aumentare i volumi di fatturato. Tanto che il 2021 ha visto l'ingresso di alcune di queste nel mercato azionario.
L'americana ThredUp, fondata nel 2009 e che ha chiuso il terzo trimestre 2021 con entrate per 63,3 milioni di dollari, un record nella sua storia, si è quotata in Borsa a marzo con una valutazione di 1,3 miliardi di dollari. Anche Rent the runway, specializzata nel noleggio di abiti griffati, ha debuttato a Wall street in ottobre con un'ipo di 1,7 miliardi di dollari (vedere MFF del 28 ottobre). Altra azienda entrata nel mercato pubblico negli ultimi dodici mesi è Poshmark, premiata al Nyse da una valutazione iniziale di più di 3 miliardi di dollari.
Ma non sono solo le quotazioni a misurare lo stato dell'arte del settore. Anche il volume degli affari aziendali nel segmento è un'ulteriore prova della sua buona salute. A giugno, il marketplace Etsy ha comprato Depop, app popolare tra le giovani generazioni, per 1,6 miliardi di dollari (vedere MFF del 3 giugno), mentre a dicembre è stata la volta di Farfetch che ha rilevato il provider b2b Luxclusif.
Una menzione a parte la meritano poi i brand che nell'anno hanno lanciato servizi di rivendita o noleggio, da Alexander McQueen, tramite Vestiaire collective, a Gucci, con il digital concept store Vault (vedere MFF del 25 settembre). Mentre sul lato activewear spicca il progetto Nike refurbished, lanciato in aprile da Nike, che recupera, ricondiziona e rivende sul suo sito web il footwear dello Swoosh (vedere MFF del 15 aprile). Sempre in primavera, Lululemon ha svelato Like new, programma di rivendita di abbigliamento per ora disponibile solo negli States, mentre Jd sports si è impegnata a vendere sneakers leggermente danneggiate, non compatibili con i criteri di vendita negli store, e Adidas ha debuttato nel reselling con ThredUp. (riproduzione riservata)