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Culture

Parla Leo Dell’Orco: «Giorgio Armani mi avrebbe detto: stai imparando. Quanta emozione prima di uscire»

«Fino alla fine ti tieni tutto dentro. Poi però devi andare a ringraziare sulla passerella», spiega il creativo alla sua prima sfilata in solitaria per l’uomo Armani. «Mai pensato di cambiare tutto. Ma quel color melanzana Giorgio non me lo avrebbe fatto passare»

di Stefano Roncato e Tommaso Palazzi
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Da sinistra Leo e Gianluca Dell'Orco (ph Francesc/Ten)
Da sinistra Leo e Gianluca Dell'Orco (ph Francesc/Ten)

«Cosa avrebbe detto Giorgio a fine show? Credo: stai imparando». Emozionato, Leo Dell’Orco parla con la stampa al termine della sua prima sfilata in solitaria per l’uomo Giorgio Armani. Un debutto carico di tensione trattenuta, sciolta solo al momento dei saluti finali, quando sceglie di uscire in passerella insieme al nipote Gianluca Dell’Orco, da 35 anni nella maison.

«Fino alla fine ti tieni tutto dentro. Poi però devi uscire, devi avere il coraggio di uscire e ringraziare», racconta.

In questo debutto di Dell’Orco, l’equilibrio tra tradizione e innovazione si fa tangibile. La maison, pur fedele al proprio Dna, si apre a una nuova fase raffinata e sensibile ai riflessi della luce e alla cangianza dei materiali, ma sempre capace di avvolgere il corpo con eleganza. È una forza discreta, sottile eppure immediatamente percepibile, quella che accompagna ogni passo in passerella e ogni sguardo rivolto allo show, suggellata dall’applauso caloroso che ha salutato il finale.

Quanta emozione prima di uscire in passerella?

È quell’emozione che tieni tutta dentro e poi, a un certo punto, devi uscire, devi avere il coraggio di uscire.

Ha impiegato molto a scegliere l’outfit per i saluti finali?

No, no, neanche mezz’ora (ride). Da solo? Sì, ho detto: «Voglio l’abito. L’ho fatto fare io questo».

In questi mesi ha mai avuto la tentazione di dire: la prima sfilata la faccio tutta completamente diversa?

No. Perché non è il mio stile. È inutile fare una cosa che non sentivo mia. Questa cosa è una lezione, quello che volevo fare l’ho fatto.

Come ha approcciato questa collezione, da cosa è partito?

Dai colori. Soprattutto questo velluto con colori cangianti, particolari. Cercando di farli uscire davvero: il blu azzurro che veniva fuori, il verde, il melanzana. Questi colori che, secondo me, Giorgio li avrebbe tagliati un pochino, però li ho fatti miei sotto quel punto di vista.

C’è stato il pensiero costante su cosa avrebbe detto Giorgio Armani?

Solo all’inizio, forse una mezz’oretta. Poi siamo andati a tema e abbiamo fatto noi, senza pensarci molto. C’è stato qualche dialogo interno sul melanzana tipo: «Giorgio non ce lo passerebbe». Però è stato bello, siamo partiti con questi colori, abbiamo visto la cartella colori e l’abbiamo portata al termine. Non è facile, delle volte.

Ci avete creduto dall’inizio?

Dall’inizio sì. Poi anche usandoli in maniera totale: la giacca, il pantalone, usandoli dappertutto. La giacca la volevamo in una certa maniera, il pantalone c’è ma è stretto, piuttosto con certe curve. Devo dire che siamo partiti in una certa maniera e siamo arrivati nella stessa maniera.

Quanto orgoglio c’è stato nell’uscire insieme con Gianluca Dell’Orco?

È la seconda volta. Ci ha fatto piacere. Devo dire che lavorare con me bisogna avere anche un bel po’ di palle».

In una parola sola, cosa le avrebbe detto Giorgio Armani dopo aver visto la sfilata?

Avrebbe detto: stai imparando. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 19/01/2026 15:46
Ultimo aggiornamento: 19/01/2026 15:47
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