CultureNew York, sfilate al via con il primo show di Rachel Scott da Proenza Schouler
Il debutto della designer aprirà oggi il calendario ufficiale, che prevede 60 tra sfilate e presentazioni. Riflettori anche sulla prova di Nicola Brognano da 7 For all mankind. «I brand sono preoccupati dall’instabilità generale ma stanno agendo con prudenza», ha spiegato a MFF Steven Kolb, ceo del Cfda. Confermati i big come Kors e Tory Burch
Le temperature rigide che da qualche settimana stanno imperversando sulla East cost non rallentano i progetti della New York fashion week, che darà il via alla tornata di show donna per la fall-winter 2026/27. Dopo l’assaggio di ieri con lo show del womenswear di Ralph Lauren, lo schedule ufficiale del Cfda-Council of fashion designer of America parte oggi con la sfilata di debutto di Rachel Scott per Proenza Schouler, che nei giorni scorsi ha svelato un’anteprima del suo lavoro con la campagna spring-summer 2026. La designer si prepara ad accogliere un’eredità creativa pesante, quella del duo Jack McCollough e Lazaro Hernandez, volati a Parigi alla guida di Loewe. Nel suo complesso, il calendario del Cfda accoglierà fino a lunedì 16 febbraio oltre 60 tra sfilate e presentazioni di designer, con ulteriori collezioni diffuse in formato digitale e su appuntamento.
Confermate le presenze dei big così come di marchi consolidati tra cui Altuzarra, Area, Calvin Klein collection, Carolina Herrera, Christian Siriano, Coach, Collina Strada, Diotima, Fforme, LaQuan Smith, Michael Kors, Norma Kamali, Prabal Gurung e Tory Burch, per citarne alcuni. Public school di Maxwell Osborne e Dao-Yi Chow e Derek Lam, sotto la direzione creativa di Robert Rodriguez, torneranno invece nel calendario tra cui figura il debutto dell’italiano Nicola Brognano alla direzione creativa del marchio dello storico marchio di denim 7 For all mankind, atteso per venerdì 13 febbraio. Non si tratterà dell’unico graffio italiano in quanto Miu miu, label del gruppo Prada, presenterà giovedì il nuovo capitolo dei Women’s tales, Discipline, firmato da Mona Fastvold. Confermando l’appeal di un appuntamento che resiste, nonostante le incertezze del mercato statunitense, la crisi del wholesale evidenziata dal caso Saks global e il peso dei dazi. A raccontare a MFF i dettagli dell’imminente fashion week è Steven Kolb, ceo del Cfda.
La prossima fashion week vedrà alcuni interessanti debutti creativi. Come vede questa ondata di cambiamenti stilistici nelle grandi maison della moda?
Il cambiamento creativo è positivo. I brand hanno bisogno di nuove idee per rimanere rilevanti, mantenendo al tempo stesso la propria identità di base.
Quanto è importante per il Cfd trovare un equilibrio tra i marchi affermati e i nuovi arrivati nel calendario ufficiale?
L’equilibrio è fondamentale. I brand affermati portano scala e stabilità; i nuovi designer portano idee. Entrambi sono necessari per una fashion week forte.
I marchi americani sono attualmente preoccupati per l’instabilità geopolitica ed economica? Come stanno reagendo a questa fase?
Sì, i brand sono preoccupati. Stanno razionalizzando le operazioni, rivalutando le catene di approvvigionamento, concentrandosi sui clienti principali e adottando un approccio prudente alla crescita.
Oggi gli Stati Uniti sono scossi anche dalle turbolenze di Saks global. Che futuro prevede per il settore del wholesale nel Paese?
Il wholesale è in fase di ripensamento. Sarà più piccolo, più selettivo e basato maggiormente su partnership, ma non scomparirà. Tutti vogliono che Saks abbia successo. (riproduzione riservata)
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