Dai monti Altaj al deserto del Gobi. Ludovico Bruno ha tradotto il suo viaggio reale in Mongolia in una collezione che di quel luogo porta accenti estetici ma soprattutto ne incarna lo spirito. «Ho amato la fierezza di quel popolo. Mi ha colpito il loro modo di lasciarsi andare e di mettersi nei panni dell’altro», spiega a MFF il designer del marchio Mordecai controllato da Hostage e distribuito da Riccardo Grassi showroom.
L’idea di partenza porta a una collezione trasversale, come evidenziato dalla performance dove i ragazzi si scambiano i capi moltiplicando i look. Tra piumini e peacock, denim e cotoni effetto used, lane pied de poule e check, mohair e stampe pelliccia. (riproduzione riservata)
- Quali sono gli accenti estetici specifici della Mongolia presenti nella collezione Mordecai?
- In che modo il designer ha interpretato la "fierezza" e la capacità di "mettersi nei panni dell'altro" nel design della collezione?
- Quali sono le caratteristiche della performance in cui i modelli si scambiano i capi?
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