BusinessMimit, alla moda 100 milioni per la filiera. Urso: «Settore chiave della nostra economia»
Il ministro ha firmato il decreto per il sostegno e il rilancio del comparto tessile e accessori, il cui impianto garantisce attenzione specifica alle micro e piccole imprese e al riequilibrio territoriale. «Con questa misura diamo risposte concrete», afferma
In arrivo 100 milioni di euro per la moda. Il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha firmato il decreto attuativo che destina 100 milioni al sostegno e al rilancio della filiera della moda, del tessile e degli accessori, in attuazione dell’articolo 3 della Legge annuale sulle pmi. «Con questo decreto diamo risposte concrete a un settore chiave per l’economia del nostro Paese», dichiara il numero uno del Mimit-Ministero delle imprese e del Made in Italy. «Investiamo sul futuro e sulla competitività delle imprese, premiando chi produce in Italia, valorizza la filiera nazionale e protegge il lavoro e le competenze dei nostri territori, con un’attenzione forte e prioritaria al Mezzogiorno. Difendere l’eccellenza e il valore del Made in Italy non è solo una scelta economica, ma una precisa missione di sviluppo e tutela del nostro patrimonio produttivo».
Stanziate a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, le risorse sono rivolte alle piccole e medie imprese del settore per la realizzazione di programmi di sviluppo di importo compreso tra 1 e 20 milioni di euro. I progetti dovranno puntare alla valorizzazione dei processi produttivi localizzati in Italia, all’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea e al rafforzamento delle aggregazioni di impresa lungo la catena del valore, consentendo alle pmi di innovare, crescere e tutelare l’occupazione e l’identità dei territori.
Nello specifico, l’intervento prevede contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, questi ultimi richiedibili fino al 20% degli investimenti ammissibili, per una copertura complessiva massima delle agevolazioni pari al 75% della spesa. I piani di sviluppo potranno includere investimenti produttivi per la creazione, l’ampliamento, la riconversione o la ristrutturazione di unità produttive, affiancati da progetti di innovazione di processo e organizzativa fino al 40% dell’investimento e piani di formazione del personale fino al 20%.
Il decreto permette inoltre di agevolare, per i programmi di investimento produttivo con spese ammissibili di importo superiore a 5 milioni di euro, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. L’impianto del decreto garantisce inoltre un’attenzione specifica al tessuto delle micro e piccole imprese, a cui è riservato il 25% delle risorse complessive, e al riequilibrio territoriale, destinando il 40% dello stanziamento, pari a 40 milioni di euro, alle regioni del Mezzogiorno. (riproduzione riservata)