CultureMFF-Magazine For Fashion celebra le vibes artistiche di Amiri
Protagonista di una cover story esclusiva, la label partecipata da Otb porta lo spirito di Los Angeles a Parigi. In un dialogo tra West coast e savoir-faire
Una casa che cambia forma. Come nel passaggio tra una stanza e l’altra, gli show uomo fall-winter 2026/27 hanno messo al centro la dimensione domestica, in un crossover tra privato e pubblico. Dalla Drophaus di Louis Vuitton agli interni decostruiti di Prada. Da Kenzo, che ha aperto in via eccezionale la dimora parigina del fondatore Kenzo Takada, a Zegna con quel guardaroba che pulsa come il cuore di una family house. Fino a Mike Amiri, protagonista della cover story di MFF-Magazine For Fashion 126, con foto di Ulysse Carbajal, in edicola da oggi in abbinamento a MF-Milano Finanza.
Il designer della new wave Usa ha fatto sfilare infatti la sua Amiri (partecipata dalla Otb di Renzo Rosso tramite una quota di minoranza, ndr) in un set a metà tra studio d’artista e salotto culturale, tracciando un dialogo tra West coast e savoir-faire europeo al Carreau du temple. «Parigi è il luogo ideale per portare il linguaggio che ho sviluppato a Los Angeles su una scena internazionale», racconta il founder, che ha fatto tesoro del consiglio di un grande nome dell’industry. «È stato Tom Ford a suggerirmi di pensare in grande, senza perdere l’ossessione per i dettagli», confida, prima di soffermarsi sul legame con Milano.
«È diventata come una seconda casa. Qui abbiamo il nostro headquarter (a Brera, dove lavorano 35-40 persone, ndr) e c’è un dialogo continuo con il Made in Italy. Assieme a Parigi, è una città fondamentale per il futuro di Amiri». Louis Vuitton, Prada, Kenzo, Zegna e Amiri: tutti condividono il racconto di una casa che, in tempi instabili e frenetici, si fa rifugio creativo e spazio di libertà per disegnare il futuro. Quello che si apre per la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti all’indomani della morte del grande couturier, lo scorso gennaio a Roma, ricordato in questo numero con un’intervista esclusiva al lifelong partner.
Mentre un’altra fondazione, quella parigina dedicata ad Azzedine Alaïa, è raccontata dalla presidente Carla Sozzani e dal direttore Olivier Saillard. Un’istituzione accogliente, aperta al mondo. Del resto, un tempo era la casa dello stesso Alaïa. (riproduzione riservata)
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