CultureA Mario Boselli l’Me fashion award 2026: «La Cina sarà il primo mercato globale»
Il presidente della Iccf-Italy China council foundation ha ricevuto il Premio alla carriera, ripercorrendo per l’occasione le stagioni chiave della moda tricolore e indicando l’Asia come baricentro della prossima crescita. «Il Made in Italy deve farsi trovare pronto»
La moda italiana guarda avanti, ma senza dimenticare le radici. È il tema al centro del discorso pronunciato da Mario Boselli all’anteprima nazionale del Me fashion award 2026, dove il presidente della Iccf-Italy China council foundation ha ricevuto il Premio alla carriera per il contributo offerto allo sviluppo del settore, al sostegno dei giovani talenti e al processo di internazionalizzazione del Made in Italy. La cerimonia istituzionale segnata per il prossimo 28 maggio a Messina, renderà quest’anno un omaggio speciale a Gianni Versace, in occasione dell’80°anniversario della nascita.
«Mi gratifica inoltre poter prendere parte a questo momento di omaggio a Gianni Versace, un grande stilista, l’unico capace di creare davvero la materia senza limitarsi a utilizzare tessuti già esistenti», commenta Boselli. «Con lui ho avuto il privilegio di intrattenere un intenso rapporto di collaborazione durato anni». Nel suo intervento, ha ripercorso le tappe di una carriera che coincide con alcune delle trasformazioni più profonde del sistema moda italiano. Alla guida di Cnmi-Camera nazionale della moda italiana dal 1999 al 2015, ha promosso un sostegno strutturato ai giovani stilisti, ha introdotto il tema della sostenibilità, formalizzato nel 2011 con il Decalogo sulla sostenibilità, e ha consolidato una rete di accordi internazionali che hanno rafforzato il posizionamento globale del Made in Italy.
Il presente, tuttavia, impone un cambio di passo. Il comparto vive una fase di assestamento, segnata dalla volatilità macroeconomica e dal rallentamento del lusso. Oggi prevalgono pragmatismo e cautela, ha osservato Boselli, sottolineando come il settore sia chiamato a ridefinire priorità e strategie in un contesto meno espansivo rispetto al passato recente. È sul futuro, però, che l’analisi si fa più netta. La Cina rappresenta oggi lo snodo strategico più rilevante per la moda italiana. Nonostante l’attuale rallentamento, il mercato cinese mostra segnali di progressiva ripresa, con un ritorno ai livelli pre-Covid atteso tra il 2027 e il 2028.
«La Cina ha una capacità di resilienza unica», ha dichiarato con convinzione. «Sono ottimista che questa attitudine porterà il Paese a diventare il primo mercato al mondo nei prossimi 10-15 anni». Delineando uno scenario in cui l’Asia, e in particolare il Sud Est asiatico, assumerà un ruolo sempre più centrale nelle traiettorie di crescita del lusso globale. Il messaggio alle imprese è un invito all’approccio strutturato e visione di lungo periodo. «Le aziende devono andare in Cina con l’idea di produrre per il mercato cinese e di avere un punto privilegiato di accesso a tutto il Sud Est asiatico. Occorre studiare questo mercato e comprenderlo profondamente». In questa direzione, la Italy China council foundation, con oltre 300 soci tra aziende e privati italiani e cinesi, accompagna le imprese attraverso attività di informazione, formazione e networking, favorendo un ingresso consapevole e responsabile nel paese. (riproduzione riservata)
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