skin track
Culture

Lorenzo Serafini: «Alberta Ferretti mi ha detto: non avere paura»

Il direttore creativo racconta il suo rapporto con la fondatrice della maison nel backstage della sfilata autunno-inverno 2026/27, che ha aperto la Dubai fashion week in qualità di guest designer

di Stefano Roncato (Dubai)
Leggi dopo
tempo di lettura
Lorenzo Serafini (ph Dario Catellani/courtesy Alberta Ferretti)
Lorenzo Serafini (ph Dario Catellani/courtesy Alberta Ferretti)

Aprire la Dubai fashion week non è solo una scelta di calendario, ma una dichiarazione di intenti. Per Lorenzo Serafini, alla guida creativa di Alberta Ferretti, Dubai diventa il luogo simbolico in cui mettere in scena un’idea di Made in Italy che dialoga con nuovi mercati senza perdere identità, tra rispetto delle tradizioni e slancio verso il futuro. Un crocevia culturale e commerciale che riflette bene anche il momento della maison, impegnata in un’evoluzione misurata, non di rottura, ma di ascolto e continuità. Serafini lavora per affinare un’immagine sempre più chiara di donna, mentre prende confidenza con una visione personale che cresce col tempo, senza forzature. In questo percorso, il confronto con Alberta Ferretti resta centrale. Una presenza discreta ma decisiva, capace di lasciare spazio, incoraggiare l’autonomia e trasmettere un consiglio tanto semplice quanto raro nel sistema moda di oggi: «Non avere paura».

Perché Dubai? Perché questa scelta?
È stato un modo diverso di presentare il Made in Italy, un’opportunità. Siamo stati invitati ad aprire la Dubai fashion week e ci è sembrato interessante accettare. Perché no? È anche un modo per avvicinarci direttamente al cliente finale e sentirci, in qualche modo, ambasciatori del Made in Italy.

Come sta evolvendo la maison Alberta Ferretti sotto la sua direzione?
Il lavoro che sto portando avanti con Alberta Ferretti è naturalmente in evoluzione. Inizio a conoscere sempre meglio la persona che veste Alberta Ferretti e questo mi permette di fare una proposta più diretta, con un’idea di donna molto chiara in testa. Posso dire che mi sento più confident nel proporre la mia visione, assolutamente.

Oggi cosa rappresenta Dubai nel mondo della moda, anche come crocevia culturale?
Sicuramente è un’opportunità commerciale importante, un mercato fiorente, ma è anche un modo diverso di guardare alla moda. Quello che mi ha colpito, per quello che ho potuto vedere e con cui mi sono confrontato, è il dialogo molto forte tra tradizione e innovazione. Un po’ come il Giappone degli anni Novanta, quando ci andavo le prime volte. Siamo molto avanti, ma c’è un grande rispetto per le tradizioni e per i valori locali, e questo crea un blend bellissimo.

I continui cambi di stilisti alla guida dei brand fanno bene o male alla moda?
Secondo me non fanno bene. Non permettono di entrare davvero in un brand, che spesso non si conosce fino in fondo. Serve tempo per fondersi con una casa, per capirla e farla propria. Io lavoro in un modo che non è disruptive, non è di rottura, ma di rispetto. Anche perché sono stato fortunato a lavorare su un brand molto vicino alla mia estetica. Spesso però al creativo non viene dato il tempo di provare e questo confonde le acque: confonde il cliente finale, confonde la stampa. Si rischia di passare da un’immagine all’altra in modo poco favorevole.

Che tipo di rapporto ha con Alberta Ferretti oggi?
Mi ha dato un supporto enorme. È stata stupenda. Dal primo giorno in cui ha deciso di fare un passo indietro, un gesto molto coraggioso, è sempre stata presente in modo delicato. All’inizio mi ha detto che le piaceva quello che stavo facendo e che non voleva influenzarmi. Mi ha detto: io ci sono se hai bisogno, ma non voglio dirti nulla perché potrei influenzarti in una scelta, indirizzarti verso una direzione invece che un’altra. Vai avanti. Non è poco. Una libertà simile oggi è davvero rara.

C’è un consiglio che le ha dato e che porta con sé?
Di non avere paura. Me lo ha detto chiaramente. Anche di recente, a cena, mi raccontava la sua storia, di come ha iniziato come imprenditrice e di come ha costruito tutto quello che ha fatto. Mi ha detto che non ha mai avuto paura, che si è sempre buttata nelle situazioni, guardando avanti, anche con un filo di incoscienza, perché credeva in quello che faceva. E mi ha detto: “Vai avanti senza avere paura”. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/02/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 04/02/2026 11:27
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso