skin track
Culture

Lorenzo Bertelli, l’erede di Prada verso la sfida di Versace

Dagli studi di filosofia alle competizioni rallystiche, il manager figlio di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli ha costruito un approccio strategico fondato su metodo, visione e adattabilità. Competenze che oggi sono al servizio dell’evoluzione del gruppo, tra digitale, sostenibilità e nuove sfide industriali. Legate anche al rilancio della Medusa

di Ursula Beretta
Leggi dopo
tempo di lettura

Lorenzo Bertelli (ph Brigitte Lacombe, courtesy Prada)
Lorenzo Bertelli (ph Brigitte Lacombe, courtesy Prada)

Su Wikipedia figura come pilota di rally prima ancora che come imprenditore. Un dettaglio che racconta molto di una figura attualmente al centro dell’evoluzione del gruppo Prada. Del resto, Lorenzo Bertelli, figlio di Miuccia Prada e di Patrizio Bertelli, non si è mai sentito un predestinato né in famiglia ha mai ricevuto pressioni, esattamente come il fratello, per entrare a lavorare in azienda. La libertà, di decidere, in primis, è senza dubbio uno dei valori principali che gli hanno trasmesso i genitori e di cui lui ha fatto tesoro decidendo di vivere fino in fondo le sue passioni prima di iniziare ufficialmente il suo percorso nel blasonato mondo familiare. Ma sempre con coerenza di intenti e di inclinazioni, affrontando la sfida con lo stesso spirito competitivo che l’esperienza nello sport gli ha insegnato. Oggi Lorenzo Bertelli è tra le figure più rilevanti della nuova generazione di imprenditori italiani. Manager innovatore, guida delle strategie digitali e di sostenibilità del gruppo, nonché presidente esecutivo di Versace in seguito all’acquisizione completata il 2 dicembre, un’operazione da 1,25 miliardi di euro che ha riportato lo storico marchio in mani italiane dopo circa sei anni sotto il controllo di Capri holdings. Nel corso delle trattative, avviate già dall’inizio dello scorso anno, Bertelli è stato in prima linea nel dialogo con i vertici della controllante americana per l’ingresso di Versace nell’orbita Prada assumendo progressivamente un ruolo sempre più operativo nella nuova fase di sviluppo del brand.

Nato a Milano nel 1988, Lorenzo Bertelli è cresciuto all’interno dell’universo creativo e imprenditoriale di famiglia senza mai sapere davvero che cosa facessero i genitori, per lo meno fino alle scuole medie. Educazione severa dentro e fuori le mura di casa («mio padre dava sempre ragione per partito preso ai docenti»), il giovane Bertelli si iscrisse alla Facoltà di lettere e filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, una strada poco tradizionale per un futuro manager ma che ebbe il merito non solo di fornirgli una solida base culturale ma anche una visione critica in divenire che si sarebbe rivelata dirimente una volta applicata ai meccanismi aziendali. Si troverà infatti a confessare come lo studio del pensiero filosofico l’avesse aiutato nell’approccio al marketing e, più in generale, alla comprensione del mondo contemporaneo e della moda stessa, regalandogli la giusta prospettiva. «Calandomi nei panni dei vari filosofi, ho capito che tutte le prospettive hanno una ratio. Quando gestisci un brand devi capire la sua prospettiva e come questa impatta sul consumatore».

Ma prima che la filosofia si trasformasse in leva concreta, Lorenzo Bertelli ebbe modo di coltivare largamente un’altra sua passione, quella per lo sport e, in particolare, per la velocità. Fin da piccolo le discipline adrenaliniche l’avevano conquistato portandolo a provare paracadutismo, snowboard e pure bungee jumping anche se furono soprattutto le gare automobilistiche a ritagliarsi un posto, grande, nel suo cuore. Le corse iniziarono quasi per gioco, come puro divertimento, per poi assumere progressivamente un ruolo centrale nel suo quotidiano, diventando, al contempo, anche fonte di preoccupazione per lui dal momento che gli incidenti erano diventati una costante e minavano la sua autostima. E forse avrebbe anche potuto smettere di gareggiare e l’avrebbe sicuramente fatto se il padre non l’avesse convinto, una volta di più, dell’importanza di finire comunque quello che aveva iniziato. Un consiglio, l’ennesimo, che il giovane Bertelli accolse trasformando un passatempo in un percorso concreto e vincente.

Lorenzo Bertelli (ph Imagoeconomica)
Lorenzo Bertelli (ph Imagoeconomica)

Il suo debutto nelle competizioni avvenne nel 2010 al Rally 1000 miglia, nel Trofeo 500 nazionale, al volante di una Fiat Abarth 500, primo passo di una traiettoria che lo portò rapidamente dal panorama italiano al mondiale Wrc–Campionato del mondo rally, dove corse inizialmente con Mitsubishi Lancer Evo IX e Subaru Impreza. Il salto di qualità arrivò nel 2013 con la Ford Fiesta Rrc. L’anno successivo, al Rally di Sardegna, conquistò la sua prima vittoria in Wrc-2, chiudendo la stagione terzo nel campionato e dal 2015 prese parte con continuità al Mondiale rally, alternando piazzamenti solidi a inevitabili stop, maturando esperienza tra Messico, Australia, Svezia e Argentina. Dopo una pausa, tornò nel 2019 con M-sport Ford e proseguì il suo percorso internazionale fino al debutto, nel 2022, sulla Ford Puma Rally1. Nel 2023 passò alla Toyota Gr Yaris rally1 hybrid del team Toyota gazoo racing e, oltre alla partecipazione al Rally di Svezia, firmò la vittoria al Rally del Brunello, successo che replicò anche nel 2024, a conferma di un impegno sportivo portato avanti con costanza e un’autentica passione. Un’esperienza, questa sulle quattro ruote, che gli permise di sviluppare quasi naturalmente quelle qualità legate alla rapidità decisionale, alla capacità di valutazione del rischio, alla gestione della pressione e alla competitività che si sarebbero poi rivelate decisive in quel futuro, lontano dalle piste, che già si stava delineando.

Lorenzo Bertelli, infatti, aveva fatto ufficialmente il suo ingresso nel gruppo Prada nel 2017 in qualità di responsabile della comunicazione digitale per poi diventarne direttore marketing nel 2019 e, contemporaneamente, assumere il ruolo di responsabile della corporate social responsibility (2020) per guidare i progetti di sostenibilità. Parallelamente ai nuovi incarichi, si apriva una fase diversa nella storia della maison in cui i fasti passati si univano a una sensibilità più contemporanea e green in grado di creare un link fecondo con le generazioni più giovani. È sufficiente pensare a un progetto come Prada Re-Nylon, frutto della collaborazione con Aquafil e che si basa sull’utilizzo di Econyl, un filo di nylon rigenerato che si ottiene dai rifiuti di plastica destinati alle discariche di tutto il mondo o recuperati dai fondali marini. Lanciato ufficialmente nel 2019 con una capsule collection di borse da donna e da uomo e successivamente allargato ad abbigliamento, calzature e accessori, rappresenta l’evoluzione più emblematica dell’idea di continuità tra tradizione e innovazione che Bertelli intendeva realizzare, concentrata su un materiale come il nylon che è tra i più rappresentativi del Dna di Prada.

Ma il progetto non si è fermato alla moda perché, dal 2019, la maison ha donato una percentuale dei ricavi provenienti da questa collezione al finanziamento di Sea beyond, un programma didattico sviluppato in collaborazione con la Ioc-Unesco-Commissione oceanografica intergovernativa dell’Unesco che mira a ispirare e a sensibilizzare i giovani studenti sull’importanza dell’oceano e la necessità di preservarlo. Anche grazie a questo, nel 2023, Lorenzo Bertelli fu invitato a diventare «Patron of the ocean decade alliance», network di partner del Decennio delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile 2021-30. Un impegno, il suo, progressivo che l’ha portato rapidamente a ricoprire un ruolo sempre più strategico nel definire la visione futura del gruppo di cui, dal maggio 2021, era parte del consiglio di amministrazione della società nel ruolo di executive director e, dal 2024, il ruolo di chief marketing officer & head of corporate social responsibility, con una responsabilità globale.

Non è un caso che nell’ultimo decennio l’azienda abbia registrato progressi rilevanti in materia di sostenibilità e abbia promosso politiche esg integrate in modo trasversale e articolate sui pilastri pianeta-persone e cultura, definendo parallelamente target climatici di riduzione dell’impatto ambientale e rafforzando programmi su diversità, equità e inclusione. Il tutto proseguendo nella modernizzazione delle piattaforme online, dell’e-commerce globale e nello sviluppo di strategie omnicanale per rendere sempre più capillare la presenza del gruppo nel mondo. La visione di Bertelli, poi, resta saldamente orientata alla tutela dell’intelligenza artigianale che alimenta l’essenza di Prada e che si lega in maniera efficace all’innovazione tecnologica e lo dimostrano gli investimenti nella formazione qualificata racchiusa nella Prada group academy, la storica scuola di formazione interna istituita in tutti i siti produttivi del gruppo, a garanzia di eccellenza e di cura oltre che di una solida ipoteca sulla futura generazione artigiana italiana.

In fondo, il tratto che più definisce Lorenzo Bertelli non è soltanto la capacità di coniugare heritage e innovazione, né la lucidità strategica con cui sta contribuendo a ridisegnare il perimetro futuro del gruppo. È piuttosto quell’idea, semplice solo in apparenza, che gli è stata trasmessa in famiglia, non essere attaccati al denaro per poter essere davvero liberi. Liberi di scegliere, di rischiare, di investire nel lungo periodo, di difendere valori, dall’artigianalità alla sostenibilità, che non producono ritorni immediati ma costruiscono senso, identità, futuro. Ed è forse proprio in questa libertà, più culturale che economica, che si gioca oggi la partita più importante della nuova imprenditoria italiana. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 27/02/2026 17:00
Ultimo aggiornamento: 27/02/2026 17:00
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso