CultureLa Martina presenta una capsule assieme a Supreme e Jacob & co
La label legata al mondo del polo presenta una collezione in co-branding con i mondi streetwear e dell’orologeria. Per Lm Europe, che segue Europa, Nord America e Medio oriente, l’obiettivo 2026 è una crescita del 7%

La Martina presenta a Pitti immagine uomo 110 la capsule collection in co-branding con Supreme e Jacob & co che nasce con l’obiettivo di segnare un momento di svolta, a livello globale, nella visibilità della label ispirata al mondo del polo e fondata nel 1985 a Buenos Aires da Lando Simonetti e Gachi Ferrari. «Uniamo il savoir-faire tecnico di La Martina, la cultura streetwear di Supreme e il lusso di Jacob & co, tre mondi distanti che trovano un terreno comune nel concetto di eccellenza e appartenenza. L'interesse che questa capsule ha già generato nel settore conferma che il posizionamento del brand sta evolvendo nella direzione giusta», ha raccontato in questa intervista a MFF Alessandro Milia, managing director sales and marketing di Lm Europe, società con sede a Chiasso che segue lo sviluppo della label La Martina per Nord America, Europa e Medio oriente.
Come si sta rivelando l’anno in corso per il business di Lm Europe?
In crescita. Il primo semestre ha confermato la direzione intrapresa con il rilancio del brand avviato dalla fall-winter 2025 e la campagna vendita della fall-winter 2026, presentata la scorsa edizione di Pitti, ha registrato un incremento del 20% rispetto alla precedente, con una risposta entusiasta da parte dei nostri partner commerciali sui mercati Emea e anche dei nostri clienti finali. Le previsioni per la chiusura dell’anno sono decisamente positive, perciò ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di arrivare a un +7% rispetto al fatturato 2025.

Che cosa succede sul fronte retail?
La novità più significativa è la relocation dello store milanese nel Porta Nuova district centre, con il concept rinnovato The polo saddlery. Lo spazio mira a esaltare le radici del brand nella produzione di equipaggiamento tecnico di alto livello per il polo, creando un filo conduttore con i negozi di Buenos Aires e Londra. Parallelamente, abbiamo internalizzato completamente la gestione degli outlet di Serravalle, Torino e Mendrisio, e sono in programma nuove aperture a Franciacorta e Agira.
Quali sono i mercati in crescita e quali invece quelli dove avete previsto più investimenti?
La Germania si conferma il più dinamico e da tre stagioni consecutive registra un incremento costante, risultato che ci ha spinto a formalizzare una partnership con Breuninger, uno dei department store più prestigiosi del paese. Anche Italia e Grecia mostrano segnali positivi, confermati dall’apertura di tre pop-up store in Rinascente a Monza, Catania e Palermo. Sul fronte dell'espansione, la ricezione è stata positiva nel Benelux. A oggi, l’unico mercato con cui ci stiamo muovendo con maggiore cautela sono gli Emirati arabi uniti, dove le aperture previste a Dubai e Abu Dhabi sono state solo rinviate.
Quanto pesano retail, wholesale e online?
Il retail genera il 35% del fatturato aziendale, una quota solida, ma che ambiamo far crescere, puntando a un equilibrio sempre più bilanciato con i ricavi generati dal wholesale dove continuiamo a investire. Un wholesale ben selezionato costruisce awareness, il retail monobrand la trasforma in identità. Il canale e-commerce rappresenta oggi circa il 12% del fatturato lordo aziendale, con una crescita che ci dà grande fiducia e nel primo semestre abbiamo registrato un incremento del 20% sull’anno precedente. (riproduzione riservata)
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