CultureLa cucina italiana è patrimonio dell’Unesco: è la prima al mondo. L’export agroalimentare vale 70 miliardi
Riconoscimento al carattere inclusivo e intergenerazionale del cucinare italiano, che si somma al rispetto delle tradizioni e dell’ambiente
La Cucina italiana entra nei patrimoni culturali immateriali dell'umanità. È la prima cucina al mondo a essere riconosciuta nella sua interezza. A deliberarlo, all'unanimità, è stato il Comitato intergovernativo dell'Unesco, che si è riunito a New Delhi, in India.
L’Italia conquista così il record mondiale di riconoscimenti nel settore agro-alimentare in proporzione al numero dei riconoscimenti complessivi ottenuti. Delle 21 tradizioni iscritte nella Lista dei patrimoni culturali immateriali, 9 sono infatti riconducibili all'agroalimentare: la cucina italiana, l'arte dei pizzaioli napoletani, la transumanza, la costruzione dei muretti a secco in agricoltura, la coltivazione della vite ad alberello dello zibibbo di Pantelleria, la dieta mediterranea, la cava e cerca del tartufo, il sistema irriguo tradizionale, l'allevamento dei cavalli lipizzani.
Il motivo del riconoscimento
La candidatura, come evidenziato nel dossier, non riguardava un singolo piatto o una ricetta, ma un «modello culturale condiviso, fatto di esperienze comunitarie, scelta consapevole delle materie prime, convivialità del pasto, trasmissione dei saperi alle nuove generazioni e rispetto delle stagioni e dei territori. Una tradizione che vive quotidianamente nelle famiglie, nelle comunità locali e nelle comunità italiane nel mondo».
E ancora la cucina italiana «è un equilibrio tra uomo e ambiente: tutela la biodiversità, valorizza le produzioni locali, favorisce il riuso degli alimenti e promuove abitudini alimentari consapevoli. Riflette il legame tra i paesaggi naturali e le comunità che li abitano, incarnando memoria, quotidianità e cultura dei territori».
Allo stesso modo la cucina italiana è stata premiata in quanto «trasmette memoria, cura, relazioni e identità, raccontando storie di famiglie e comunità attraverso il cibo. L'elemento è praticato da uomini e donne di tutte le età, senza alcun ruolo predefinito, che si scambiano suggerimenti, ricette, storie e condividono diverse esperienze sensoriali e gustative».
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L'Unesco sottolinea inoltre come il cucinare all'italiana «favorisce l'inclusione sociale, promuovendo il benessere e offrendo un canale per l'apprendimento intergenerazionale permanente, rafforzando i legami, incoraggiando la condivisione e promuovendo il senso di appartenenza». Il cucinare è per gli italiani, «un'attività comunitaria che enfatizza l'intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e i momenti condivisi attorno alla tavola. La pratica è radicata nelle ricette anti-spreco e nella trasmissione di sapori, abilità e ricordi attraverso le generazioni. Essendo una pratica multigenerazionale, con ruoli perfettamente intercambiabili, la cucina svolge una funzione inclusiva, consentendo a tutti di godere di un'esperienza individuale, collettiva e continuo di scambio, superando tutte le barriere interculturali e intergenerazionali».
L’entusiasmo del governo italiano
L’Italia oggi «ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale», ha commentato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Aggiungendo che la Cucina Italiana è «il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione».
Sulla stessa linea di pensiero il ministro degli Esteri nonché vicepremier Antonio Tajani direttamente dalla 20esima sessione del comitato Unesco, ha dichiarato: «Ogni ricetta della nostra cucina racconta i territori, promuove una dieta mediterranea sostenibile ed equilibrata, è innovazione e uno straordinario volano di crescita e prosperità».
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Il riconoscimento per la cucina tricolore è «un primato che ci inorgoglisce e ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancor di più i nostri prodotti e proteggerli con maggiore efficacia da imitazioni e concorrenza sleale. Già oggi esportiamo 70 miliardi di euro di agroalimentare, e siamo la prima economia in Europa per valore aggiunto dell'agricoltura, ma questo riconoscimento imprimerà al Sistema Italia un impulso decisivo per raggiungere nuovi traguardi» ha voluto evidenziare la premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio pubblicato per festeggiare «una notizia che ci riempie d'orgoglio». (riproduzione riservata)
- Quali sono gli altri 8 elementi agroalimentari italiani già riconosciuti dall'Unesco?
- In che modo la cucina italiana promuove la sostenibilità ambientale e la biodiversità?
- Quali sono le strategie per valorizzare ulteriormente l'export agroalimentare italiano grazie a questo riconoscimento?