CultureL’attrice Giulia Maenza star per Louis Vuitton. Apre la cruise a New York
Dal debutto come modella a 16 anni per Versace al premio come Rising star ai David di Donatello 2026, chi è l’attrice siciliana che ha aperto lo show della maison

Dalle passerelle al grande schermo e ritorno. Non è passato inosservato il volto di Giulia Maenza, ex modella italiana e oggi attrice, sul catwalk della cruise 2027 di Louis Vuitton, alla Frick collection di New York. Perché il direttore creativo Nicolas Ghesquière l’ha scelta per aprire la sfilata, cappello blu, cardigan rosso melange e jeans bifronte nei pantaloni, in mano quel bagaglio originale degli anni 30 che era stato disegnato da Keith Haring nel 1984 per la maison.
Un regalo dell’archivio e una corrispondenza inattesa tra l’heritage francese di Vuitton e la New York di Haring, artista che negli anni 80 è stato un ponte tra la cultura downtown e la pop culture uptown. Ma soprattutto un «momento di rivelazione» per Ghesquière, che ne ha fatto una replica, anche se è l’originale che ha aperto il défilé. E chi meglio di un’attrice per interpretare l’arte e la cultura pop che Louis Vuitton ha scelto di omaggiare con la sua cruise.

Scoperta per caso su una pista di atletica della sua Palermo, Giulia Maenza, classe 1999, ha iniziato a 16 anni la carriera di modella, lanciata sulle passerelle internazionali soprattutto da Versace e Dolce&Gabbana. Della maison di Domenico Dolce e Stefano Gabbana è stata anche volto delle campagne, un legame rafforzato dalla comune origine siciliana. Dopo la sfilata di debutto nel 2016 per la Medusa, allora guidata da Donatella Versace, sono arrivati Armani privé, Moschino, Giambattista Valli, Dsquared2, solo per fare qualche nome. Parallelamente, però, cresce anche un’altra passione, quella per il cinema. Partendo dal piccolo schermo negli stessi anni, con la serie La mafia uccide solo d’estate del 2016, Maenza ha infatti consolidato la sua identità nel mondo del cinema.
L’anno scorso ha partecipato alla 82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia come attrice protagonista in Orfeo, il primo lungometraggio di Virgilio Villoresi presentato fuori concorso. Ed è qui che entra in gioco per la prima volta Ghesquière, che in 48 ore le realizza un abito custom made per il tappeto rosso. Poi sono arrivate la spring-summer 2026 e la fall-winter 2026/27 del marchio, dove Maenza sedeva nel front row, fino alla notte dei David, lo scorso 6 maggio, che l’ha premiata tra le Rivelazioni Italiane-Italian rising stars, con quel tailleur nero essenziale firmato sempre Vuitton.
Nella notte italiana di ieri, Maenza, che prossimamente sarà in Alberi erranti e naufraghi, il dramma diretto da Salvatore Mereu e ispirato all’omonimo romanzo di Alberto Capitta, ha sfilato per la maison. Diventandone il volto con quel primo look già statement, molto più ormai di una friend of the house. Aprendo, si direbbe, un nuovo cerchio nel segno della contaminazione tra arte e moda, cinema e passerella. (riproduzione riservata)
- Genera un report programmato sugli sviluppi futuri della relazione tra il settore del lusso e l'industria cinematografica.
- Mostrami articoli simili che esplorano la collaborazione tra attrici e grandi marchi del lusso.
- Quali sono le prossime collezioni di Louis Vuitton e come si posizionano nel mercato del lusso?