CultureKris Van Assche rilegge l’uniforme per Fred Perry
Il designer belga firma una capsule che interviene sui codici storici del brand britannico. Un progetto disponibile dal 19 febbraio, tradotto in 13 pezzi, che riflette su uniformità, appartenenza e trasformazione del menswear contemporaneo, tra cultura giovanile e sartorialità
Da Dior homme a Berluti, passando per Yves Saint Laurent assieme a Hedi Slimane. Un sodalizio concluso nel 2004, quando un uomo in abito nero e sneakers ha fatto scuola con una nuova idea di mascolinità. Kris Van Assche ha ridefinito il concetto di menswear contemporaneo fatto di rigore formale e pulsione giovanile. Assente dal 2021, ora torna sulla scena fashion lanciando una capsule di 13 capi, disponibile dal 19 febbraio, in tandem con Fred Perry.
«In un certo senso, è come chiudere il cerchio», spiega il designer belga, che ha sempre fatto del marchio brit una fonte di ispirazione. Ora Van Assche costruisce la collezione attorno al concetto di uniforme. Quella da interrogare, piegare, rimettere in discussione. Che non è mai stata un dogma, ma piuttosto sistema di segni che racconta, a seconda di come si abbottona un colletto, di come si porta una cravatta, di dove si appunta un fiore.
Fred Perry, dal canto suo, è uno dei marchi che più di ogni altro ha costruito la propria identità su codici riconoscibili. La polo con la corona d’alloro, l’eredità Mod, l’eleganza sportiva britannica, un’estetica che è sempre stata, in sé, una forma di appartenenza. È proprio su questo terreno che l’incontro con Van Assche diventa fertile. Perché se Fred Perry rappresenta la grammatica, Van Assche ne esplora la sintassi.
La polo, emblema assoluto del brand, viene ritagliata e trasformata. Diventa una camicia strutturata, con bottoni e una cravatta pre-annodata che gioca con l’idea di formalità. La tuta, altro capo legato all’idea di funzione, si trasforma letteralmente in un abito. Gessato, preciso e impreziosito da dettagli argentati. La maglieria fa uso di un gioco di trompe-l’œil, simulando stratificazioni che in realtà non esistono. E poi ci sono le spille floreali, prese dall’archivio personale del designer, piccoli segni poetici che rompono la severità dell’insieme. Attraverso la tensione, come spesso accade nel lavoro di Van Assche, vive nei dettagli. E nella regola che, proprio perché conosciuta, può essere allentata. (riproduzione riservata)
- Genera un report programmato sugli sviluppi delle collaborazioni tra designer di alto profilo e marchi iconici nel settore moda.
- Esistono altri casi di designer che hanno rivisitato l'idea di "uniforme" nelle loro collezioni di moda?
- Quali sono le principali tendenze attuali che combinano rigore formale e pulsione giovanile nella moda maschile?