CultureJonathan Anderson: «Sono qui da un anno. Definire un’estetica richiede tempo»
Come ha approcciato la collezione?
È il mio primo anno nel marchio, stavo pensando a come posso prendere quello che abbiamo fatto costruendo il personaggio che abbiamo sviluppato e vedere come i vari elementi si colleghino tra loro. C’era questa idea iniziale di reinterpretare tutti i diversi codici che abbiamo costruito nel tempo. Si parla di ragazzi a una festa in casa.
L’abbigliamento maschile sembra piuttosto frammentato in questo momento. A che tipo di cliente si rivolge?
Devo parlare a un pubblico esistente e fedele, ma al contempo devo attrarre nuovi clienti. In un certo senso mi diverte creare tensione all’interno di quel personaggio. Puoi avere un bellissimo abito, ma poi una scarpa molto consumata. Puoi avere un look sartoriale, ma poi strappi le strutture interne e le ricostruisci come fodera. Si tratta di sperimentare. Dior è un marchio molto legato alla sartoria. Invece di andare verso qualcosa di duro o rigido, preferisco qualcosa di più generoso, più rilassato, più libero.
Come giudica il periodo che stiamo vivendo?
Quello che trovo interessante di questa stagione, soprattutto con il caldo generale, è il modo in cui vengono gestiti gli show. Il calendario non ha più molto senso. È una questione importante. Anche le consegne sono ormai frammentate e i wholesaler non sono più importanti come una volta.
Qual è il suo obiettivo da Dior?
Quello che voglio fare è elevare l’aspetto dell’uomo. Voglio che ci sia tensione. Non si tratta solo di merchandising, ma di costruire personaggi che possano parlare a persone di età diverse. Si tratta di capire come rompere le regole e questo richiede tempo. Credo che definire un’estetica richieda tempo. Poco alla volta tutto inizia ad andare al proprio posto. Ed è divertente. La moda deve essere divertente. (riproduzione riservata)
- Quali sono i principali competitor del settore della moda di lusso a cui appartiene Dior?
- Genera un report programmato per monitorare le tendenze emergenti nel settore della moda maschile.
- Ci sono stati altri casi di designer che hanno rivoluzionato l'estetica di marchi storici?