CultureLa nuova campagna di Giorgio Armani prende vita nella sua casa di Milano
Per la prima volta, la casa dello stilista di via Borgonuovo 21 diventa il set della nuova campagna. Oltre alla top model compare Clément Chabernaud negli scatti firmati da Oliver Hadlee Pearch

La prima e l’ultima. La casa milanese di Giorgio Armani in via Borgonuovo 21 apre eccezionalmente le porte per la campagna dedicata all’ultima collezione firmata dallo stilista, scomparso il 4 settembre.
La primavera-estate 2026, scattata dal fotografo Oliver Hadlee Pearch, entra in uno spazio che non è mai stato neutro. La casa di Armani, situata nello stesso edificio che ospita le sfilate del brand, è da sempre il punto di contatto tra vita privata e visione imprenditoriale. E oggi, abitata da Leo Dell’Orco, diventa il set di un racconto intimo, ma privo di nostalgia.
Protagonisti della campagna sono Vittoria Ceretti, che torna a posare per il marchio, e Clément Chabernaud, affiancati da Aboubakar Conte, Zhaoyi Fan e, per gli scatti dedicati all’eyewear, Greta Hofer. I modelli attraversano ambienti interni ed esterni, dal giardino alle stanze più intime, circondati da oggetti personali, arredi di design, sculture e opere d’arte. Dal celebre ritratto di Andy Warhol alle luci e alle poltrone. Tutti elementi che non fanno da semplice sfondo, ma costituiscono un discorso coerente e riconoscibile.
A Milano, la via di Brera che lo stilista ha abitato per decenni non è soltanto un indirizzo. È il luogo in cui si sono incontrate l’essenzialità borghese del quartiere e l’idea di un’eleganza senza tempo, cifra distintiva universale di Giorgio Armani. Non a caso, è qui che prende forma l’adv. L’ultima collezione disegnata dallo stilista e, insieme, la prima a essere immortalata all’interno della sua casa, tra i suoi oggetti più riconoscibili. Un ritorno alle origini che attraversa il tempo senza irrigidirsi.
«Un’isola tranquilla», così Armani definiva la propria abitazione, lontana da qualsiasi idea di monumentalità definitiva. «Tutto ciò che è predisposto in modo inamovibile mi dà la sensazione di qualcosa di troppo concluso», raccontava nel documentario firmato dall’amico Martin Scorsese. Perché nulla è chiuso, tutto continua a fluire.
Gli abiti seguono lo stesso principio. Tailleur strutturati, abiti fluidi, maglie e camicie che accompagnano il corpo senza costringerlo. Tutto appare naturale, spontaneo, quasi inevitabile. E diventa l’espressione più pura di quel modo di essere e di vestire che Armani ha sempre perseguito. (riproduzione riservata)
- Chi era Giorgio Armani e quali sono stati i suoi maggiori contributi nel settore della moda?
- Genera un report programmato che segua le future collezioni e gli sviluppi del marchio Giorgio Armani.
- Cosa si intende per eleganza senza tempo nel contesto della moda e quali altri stilisti hanno perseguito questo concetto?