CultureGcds compie dieci anni e sfila con la sua community
«Mi sembra un sogno essere ancora così amati», dice a MFF il founder e direttore creativo Giuliano Calza. Che chiama i friends of the house e pensa di internalizzare la produzione
Dalla prima logo sweater, diventata simbolo del marchio, alla campagna con Sophia Loren fotografata da Nadia Lee Cohen. Dalle virali Morso shoes alla co-lab con Charli XCX, passando per la prima sfilata nel Metaverso mai realizzata da un brand. Sono solo alcune delle milestone nel percorso di Gcds, che compie 10 anni e celebra il traguardo con un mega show alla Milano fashion week. L’appuntamento è per venerdì 27 febbraio al Palazzo del ghiaccio e, dopo due stagioni di assenza dalle passerelle, Giuliano Calza prepara un vero e proprio spettacolo, nel segno del Made in Italy e della community, con un casting ricco di friends of the house e un cameo della pop star Dua Lipa. «Adoro fare gli show, saltare due giri è stata una strategia per creare più desiderio», confida a MFF il founder del brand controllato da Made in Italy fund. «È come un ballo di fine anno. E oggi, che ho più esperienza e meno paura, mi diverto molto di più».
Gcds torna a sfilare dopo due stagioni. Strategia?
Sì, è stato un modo per creare più desiderio. Ci siamo chiesti: facciamo due show piccoli o uno grande? Abbiamo puntato in alto per celebrare questi 10 anni.
Che cosa rappresenta per lei questo compleanno?
È un grande traguardo. Mi sembra un sogno essere ancora così amati. I bestseller del primo anno restano dei cult ma il brand si è evoluto in senso lifestyle. Nel 2025 abbiamo firmato una licenza per i gioielli con Morellato: faremo un forte push online, campagne dedicate e valutiamo un monobrand. L’anno prossimo, invece, lanceremo i profumi.
Com’è cambiato Gcds?
È cresciuto assieme a me. All’inizio eravamo un marchio senza show, oggi facciamo red carpet, custom look per tour internazionali, collaborazioni enormi. Pur restando fedeli ai nostri codici, il prodotto è cambiato, abbiamo tutte le categorie.
Qual è il punto di forza che ha permesso questa evoluzione?
L’idea di una moda ironica e leggera ci ha aperto tante porte e ci ha permesso collaborazioni con mondi lontani. Gcds è diventato camaleontico e oggi ci cercano più che all’inizio.
Il brand è stato un pioniere in tante cose, ad esempio nel digitale. Quali ambiti vuole esplorare ora?
Mi interessa sempre di più il prodotto. All’inizio era quasi marginale, oggi voglio approfondirlo e sogno di internalizzare la produzione.
Come vive oggi le sfilate?
Io adoro fare gli show. È come un ballo di fine anno, un momento magico. E oggi, che ho più esperienza e meno paura, mi diverto molto di più. (riproduzione riservata)
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