CultureDall’auto di Mick Jagger a quella di Pavarotti, Ferrari dedica una mostra alla liaison tra musica e supercar
Il Museo Enzo Ferrari di Modena ospiterà fino a febbraio 2027 «The greatest hits – music legends and their Ferraris». Un racconto sulla relazione tra motori e cantanti con i modelli appartenuti a icone come Madonna, John Lennon ed Eric Clapton
Il rombo diventa musica. E Ferrari mette in scena il suo lato più rock. Il Museo Enzo Ferrari di Modena apre le porte a «The greatest hits – music legends and their Ferraris», una mostra che racconta la relazione tra i cantanti e le proprie supercar, aperta fino a febbraio 2027.
Tra cilindri e spartiti il percorso espositivo si sviluppa come una partitura visiva e sonora. Da Madonna a Eric Clapton, da Mick Jagger a John Lennon fino a Luciano Pavarotti. Auto iconiche appartenute o guidate da musicisti leggendari, immagini ad alta densità e una serie di podcast, realizzati in esclusiva da Chora media accompagnano il visitatore in un’esperienza pensata per essere attraversata. E il giornalista Federico Buffa dà voce ad aneddoti e connessioni profonde tra artisti e automobili.
Oltre i bolidi di Maranello l’operazione è ambiziosa. Perché vuole raccontare Ferrari attraverso la musica significa spostare lo sguardo. E qui l’automobile non è solo ingegneria estrema, ma un linguaggio condiviso, fatto di disciplina e istinto, rigore e libertà.
Tra i pezzi cult, la 250 Gto di Nick Mason, batterista e fondatore dei Pink floyd, simbolo di un collezionismo colto e viscerale. La 250 G lusso di Herbert von Karajan, direttore d’orchestra tra i più influenti del XX secolo, racconta un’idea di perfezione formale e controllo assoluto, la stessa tensione che Karajan ha imposto alla musica classica.
C’è poi la One-off sp 12 fatta realizzare da Eric Clapton, icona timeless della chitarra blues e rock. Un’auto, espressione di un’estetica personale portata all’estremo. Essenziale, radicale, specchio di un artista che ha costruito la propria leggenda sull’autenticità e sulla ricerca di un suono inconfondibile.
Il racconto si aggiorna con la 512 Tr dell’artista colombiano J Balvin, protagonista globale della musica latina e simbolo di una creatività pop capace di contaminare linguaggi e mercati. E con la Sf90 xx di Swizz Beatz, produttore, collezionista e figura chiave dell’industria musicale americana contemporanea, a segnare il passaggio di testimone tra generazioni e linguaggi. Tutte visioni diverse, ma unite dalla stessa scelta. Ferrari come segno identitario.
In continuità con questo approccio, il Museo Enzo Ferrari di Modena sarà anche premium sponsor della prima edizione di Jazz open Modena rimarcando ancora una volta il forte legame tra Ferrari il mondo della musica. Che si terrà nella città della Ghirlandina dal 13 al 18 luglio. (riproduzione riservata)
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