CultureFedeli inaugura uno store a Roma e punta a crescere del 4-5% nel 2026
Dopo l’apertura ufficiale della boutique capitolina di via Borgognona, il marchio italiano specializzato in cashmere di alta gamma rafforza il piano di espansione retail con aperture ad Atene e Marbella. «L’export pesa per l’85% sul nostro fatturato», racconta a MFF il ceo Luigi Fedeli

Fedeli accelera sul fronte retail. A pochi mesi dall’apertura della boutique di via Borgognona a Roma, il presidente e ceo Luigi Fedeli traccia un primo bilancio positivo del nuovo indirizzo capitolino e illustra la sua strategia di sviluppo internazionale. Il marchio italiano specializzato in cashmere di alta gamma conferma infatti una crescita costante, sostenuta soprattutto dal retail diretto e dalla forte domanda internazionale. Lo spazio romano sviluppato su una superficie di 70 metri quadrati a pochi passi da piazza di Spagna, aperto lo scorso novembre e celebrato ufficialmente questa primavera, «ha performato fin dall’inizio», racconta a MFF Luigi Fedeli.
Una risposta attesa, considerando il peso strategico della capitale sia per il turismo internazionale sia per la storica presenza della clientela Fedeli sul territorio italiano. «Roma è una piazza mondiale e per noi rappresenta un mercato naturale», prosegue l’imprenditore. La boutique presenta un assortimento in linea con quello del flagship milanese, anche se nella capitale si registra una maggiore incidenza del womenswear. A fare la differenza saranno soprattutto la lunga stagionalità estiva e il flusso costante di clienti stranieri, destinati a diventare il cuore del business locale nei prossimi anni.

Sul fronte finanziario, Fedeli ha archiviato il 2025 con un fatturato di 29 milioni di euro, in linea con il 2024 nonostante le tensioni geopolitiche internazionali. Guardando al 2026, l’azienda prevede una crescita tra il 4% e il 5%, accompagnata da un miglioramento della marginalità. Un risultato che dovrebbe essere sostenuto anche dall’espansione retail, nonostante le difficoltà registrate in Medio Oriente. Fedeli conta oggi tre boutique a Dubai, rimaste operative nonostante il rallentamento del mercato legato all’escalation del conflitto nell’area. Proprio il Medio Oriente, infatti, rappresentava uno dei principali assi di sviluppo del brand, ma i nuovi scenari geopolitici hanno portato l’azienda a rivedere temporaneamente i piani di investimento nella regione.
Ora il marchio sta accelerando su altri mercati. Dopo l’apertura recente di uno store ad Atene, Fedeli inaugurerà nelle prossime settimane una boutique a Puerto Banús, Marbella, confermando la volontà di rafforzare la presenza nelle principali destinazioni luxury internazionali. L’export continua a rappresentare il motore del business, con un’incidenza pari all’85% del fatturato complessivo. Gli Stati Uniti si confermano il mercato estero più performante, pur all’interno di una distribuzione geografica definita «molto equilibrata». L’Italia resta comunque il primo mercato del marchio.
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In un contesto in cui il lusso globale sta vivendo un rallentamento selettivo, Fedeli rivendica il proprio posizionamento lontano dalle dinamiche del fashion system stagionale. «Noi non facciamo moda», spiega il ceo, evidenziando come il consumatore premium stia premiando sempre più qualità, sostanza e durata del prodotto rispetto alla sola immagine aspirazionale. Per i prossimi 3-5 anni, la priorità strategica del brand sarà l’espansione del canale retail diretto, con l’obiettivo di raggiungere un equilibrio tra wholesale e negozi monomarca. «Vorremmo arrivare a un rapporto 50 e 50», conclude Fedeli. (riproduzione riservata)
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