skin track
Culture

Emilio Pucci, la sua Odissea inedita oggi raccolta in un libro

La nipote Idanna assieme al marito Terence Ward firma un’opera dedicata allo stilista. Che approdò alla moda dopo essere stato anche pilota di guerra

di Francesca Guerrini (Los Angeles)
Leggi dopo
tempo di lettura
La copertina del volume Emilio Pucci: The astonishing odyssey of a fashion icon (courtesy Pucci)
La copertina del volume Emilio Pucci: The astonishing odyssey of a fashion icon (courtesy Pucci)

È nelle librerie americane Emilio Pucci: The astonishing odyssey of a fashion icon di Terence Ward e Idanna Pucci, edito St. Martin’s press, con prefazione di Suzy Menkes. Il libro è un racconto della straordinaria vita del designer fiorentino, dalle estati a Forte dei Marmi dove costruiva castelli di sabbia con la famiglia Agnelli, alle operazioni militari come pilota durante la seconda guerra mondiale, al salvataggio di Edda Ciano figlia di Benito Mussolini, al ruolo cruciale svolto per trafugare i diari di Galezzo Ciano, ex ministro degli Esteri del regime fascista. Tra avventure al confine svizzero degne di un romanzo di John LeCarré, il volume è anche un momento di riflessione sulla nascita di uno dei brand italiani più riconoscibili e originali.

«Tutto è nato con l’idea di un documentario dedicato a mio zio», racconta a MFF Idanna Pucci, nipote di Emilio,«ma quando il progetto si è arenato, abbiamo continuato le ricerche di archivio e abbiamo scoperto dettagli sconosciuti non solo al pubblico ma anche alla famiglia». Con il marito Terence Ward, scrittore e produttore cinematografico, Idanna ha riesumato il rapporto, classificato dalla Cia come top secret, scritto da Pucci nel giugno 1945 e conservato presso il U.S. national archives, College Park, Maryland. Le parole di Emilio Pucci, tratte dal rapporto, si intersecano nei capitoli del libro con le ricostruzioni storiche e gli eventi familiari, per Idanna uno degli obiettivi del progetto «è stato di mostrare la resilienza, la capacità di trovare una via di uscita nei momenti drammatici». Dopo la fine della seconda guerra mondiale, infatti, Pucci tra incontri fortunati e straordinarie relazioni ha creato attraverso i suoi capi un nuovo modo di esprimere l’ottimismo e la voglia di leggerezza dell’epoca, ha trasmesso un codice narrativo originale utilizzando il colore e la forme stilizzate.

«Emilio è stato fortunato ma ha anche rischiato molto, poteva fallire», continua Idanna, non aveva esperienza nel campo della moda ma poteva contare su un istinto straordinario e un’educazione alla bellezza. Idanna giovanissima ha lavorato da Saks Fifth avenue tra il 1966 e il 1968, «buona parte del terzo piano di Saks era la Pucci boutique e quando camminavo con mio zio per Madison avenue, lo fermavano per chiedere autografi». Il colore, simbolo dell’universo Pucci, emerge così come un antidoto agli anni bui del fascismo e alle divise nere e come ha ricordato il designer fiorentino nel suo discorso al Reed college, «il buon design deve saper cogliere il mondo così com’è, incluse le realtà sociali, politiche ed economiche, non deve inseguire le tendenze. Questo significa comprendere come vivono le persone, i loro valori e come la cultura evolve». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 11/02/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 11/02/2026 19:02
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso