CultureAct n°1 e Institution, due italiani tra i 20 semifinalisti dell’Lvmh prize
I due brand guidati da Luca Lin e Galib Gassanoff, di stanza alla Milano fashion week, sono in lizza per la semifinale del premio da 400 mila euro del gruppo di Bernard Arnault. Tra gli shortlisted anche il giapponese Shinyakozuka, guest designer a Pitti uomo 109
La 13ª edizione dell’Lvmh prize svela i suoi 20 semifinalisti. Degli oltre 2400 candidati, il comitato di esperti del premio per giovani designer del gruppo di Bernard Arnault ha infatti selezionato una rosa di maison da 17 Paesi del mondo, tra cui per la prima volta Georgia, Kenya e Thailandia. Tra i nomi selezionati per partecipare alla semifinale del 4 e 5 marzo a Parigi ci sono anche due italiani. Sono Luca Lin di Act n°1 e Galib Gassanoff di Institution, che fino a qualche anno fa guidavano insieme il progetto Act n°1, di stanza alla Milano fashion week, prima di prendere strade separate. Gassanoff, che è di origine georgiane, oggi guida il marchio Institution e al premio di Lvmh partecipa per la Georgia.
Tra gli altri nomi che si contenderanno uno degli otto posti in finale ci sono altri talenti emergenti che non suoneranno del tutto nuovi ad appassionati di moda e addetti ai lavori. Tra questi, il giapponese Shinyakozuka, guest designer dell’edizione 109 di Pitti uomo lo scorso gennaio a Firenze, la belga Julie Kegles, l’indiano Kartik research e un altro jap, Ssstein: nomi emersi durante le fashion week europee, da Parigi a Copenhagen, e già particolarmente apprezzati da stampa e buyer internazionali. In gara ci sono anche Coleen Allen, De Pino, Derrick, Golshaah, Iamisigo, Kinyan iam, Lii, Maz Manuela Alvarez, Nong rak, Petra Fagerström, Ponte, The vxlley, Tiscar espadas e Yoshita 1967.
«Ancora una volta ho il privilegio di svelare una shortlist di talenti straordinari», ha detto Delphine Arnault, founder del premio ed executive vicepresident di Lvmh, oltre che membro del comitato esecutivo. «Le loro collezioni spaziano dall’eleganza contemporanea fino a design audaci, che mettono al centro l’artigianato e la ricerca sui materiali. Non vedo l’ora di incontrare tutti nel nostro showroom, che quest’anno sarà ospitato per la prima volta alla Samaritaine».
In palio per il vincitore c’è un premio del valore di 400 mila euro, a cui si accompagna una mentorship della durata di un anno. Come di consueto, all’Lvmh prize si affianca il Karl Lagerfeld prize, dedicato alla creatività, che prevede un premio di 200 mila euro e una mentorship di un anno. Il Savoir-faire prize, introdotto più di recente, si concentra invece sull’eccellenza artigianale, le competenze manifatturiere, l’innovazione e la sostenibilità con un premio di 200 mila euro e un programma di mentoring di un anno. Infine, l’Lvmh prize premia tre giovani laureati dalle scuole di moda: a ciascun vincitore, assieme alla propria scuola, saranno assegnati 10 mila euro con l’opportunità di unirsi per un anno allo studio creativo di una delle maison del gruppo. (riproduzione riservata)
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