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Culture

Colman Domingo, l’attore che ha trasformato il red carpet in una passerella

Dai palcoscenici di Broadway alle nomination agli Oscar, l’autore e produttore è oggi una delle figure più influenti dello stile maschile contemporaneo e punto di riferimento per le grandi maison 

di Ursula Beretta
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Il suo nome è una presenza fissa nella lista dei Best dressed, i meglio vestiti di ogni stagione. Ma la moda, per lui, e il bello in generale, non sono mai stati una semplice questione estetica bensì una forma di resistenza a tempi bui e difficili. E se anche la bellezza non dovesse salvare il mondo, renderebbe comunque meno complicato viverci. Ne è più che convinto Colman Domingo, l’attore americano protagonista dell’ultima pellicola di Gus Van Sant, Il filo del ricatto - Dead man’s wire, in arrivo nelle sale italiane dopo il debutto fortunato alla Mostra del cinema di Venezia. Che nella sua carriera ha collezionato tante nomination per i suoi ruoli sullo schermo quante menzioni per il suo stile riconoscibile e fortemente spettacolare. Non è un caso, del resto, che sia stato co-presidente dell’edizione 2025 del Met Gala, a cui si è presentato indossando un outfit firmato Valentino che omaggiava il leggendario André Leon Talley creato per, e con, lui da Alessandro Michele.

E proprio al direttore creativo della maison romana Domingo si è affidato spesso riconoscendo nella mano del creativo quell’approccio coraggioso e audace che è poi lo stesso che caratterizza le sue scelte stilistiche e di vita. Attore, drammaturgo, regista, produttore, con una carriera trentennale alle spalle divisa tra teatro, cinema e serie tv, Colman Domingo è capace di farsi ricordare sia per le sue interpretazioni intense che per gli outfit di eleganza assoluta che sfoggia con nonchalance. La stessa con la quale si è mosso nel mondo di celluloide, davanti e dietro le quinte, tanto da tracciarsi da sé il percorso anche laddove erano carenti i modelli di riferimento. E se oggi sembra che la sua fama sia deflagrata in maniera repentina, perché in aggiunta al film di Gus Van Sant l’attore figura in altre quattro produzioni del 2026 oltre che partecipare alle attesissime nuove stagioni di The four season e di Euphoria, è d’uopo ricordare che lui stesso, in prima persona, è stato l’artefice di tutto. Dall’esordio sulla scena teatrale di San Francisco dopo la laurea in giornalismo a oggi, la strada è stata in salita ma Domingo ha saputo percorrerla con le scarpe giuste. E, ovviamente, del pellame migliore.

Colman Domingo (ph Instagram @boucheron @kingofbingo)
Colman Domingo (ph Instagram @boucheron @kingofbingo)

Ma l’attenzione allo stile non è sempre stata dirimente nella vita di Colman Jason Domingo, classe 1969 di Philadelphia, terzo di quattro figli di un’umile famiglia operaia, che indossò gli abiti dei fratelli maggiori fino a quando, appena 16enne e grazie all’impiego extrascolastico da McDonald’s, ebbe la possibilità di esplorare il proprio approccio alla moda. Cosa che continuò a fare quando, dopo la laurea, si trasferì a San Francisco dove, abbandonando la prospettiva di un futuro nella carta stampata, iniziò a recitare in produzioni teatrali. Da lì a New York o, meglio, ai palchi di Off-Broadway il passo fu breve e costellato di soddisfazioni per il giovane, che si impose anche come autore di testi, a cominciare dalla commedia autobiografica A boy and his soul, e si fece notare come interprete di musical, tra cui l’adattamento teatrale di Chicago, ottenendo le prime, importanti candidature.

Nel frattempo, però, era arrivato il cinema, dove Domingo cominciò a farsi un nome recitando in film come Lincoln (2012) di Steven Spielberg, The butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013) e Selma - La strada per la libertà (2014), pellicola grazie alla quale conobbe quella che sarebbe diventata una delle sue più care amiche e supporter, Oprah Winfrey. Accanto al grande schermo, poi, arrivarono le serie tv a cominciare da The knick e Fear the walking dead, lo spin off della fortunata serie apocalittica, fino ad arrivare a Euphoria (2022), per la quale ottenne anche un premio Emmy. Versatile come pochi, nel corso della sua carriera Colman Domingo ha interpretato ruoli di ogni tipo anche grazie alla sua capacità empatica di entrare nelle tipologie di umanità più differenti fino a restituire l’esatto riflesso del personaggio e la sua caratterizzazione più profonda.

Una connessione senza compromessi che è stata fondamentale quando l’attore ha dato anima e corpo all’attivista per i diritti civili Bayard Rustin nel film biografico Rustin (2023) per il quale ha ricevuto la candidatura all’Oscar, esattamente come per il detenuto John «Divine G» Whitfield nel dramma carcerario Sing Sing (2024). Sarà interessante vedere quale sfumatura darà a Joe Jackson, padre di Michael, nel biopic musicale sulla vita del cantante ora in lavorazione. E nel futuro prossimo di Domingo c’è ancora una volta Spielberg, che tornerà a dirigerlo in Disclosure days assieme a un cast stellare, così come il film biografico su Nat King Cole, che lui stesso ha scritto e che dirigerà e reciterà. Del resto, il frastagliato mondo del cinema è sempre stato un bacino dal quale attingere a piene mani per un attore che non si è mai limitato a vestire un personaggio ma vi si è sempre immerso totalmente per capirlo davvero e trasmetterne al pubblico l’essenza più autentica.

Colman Domingo (ph Instagram @kingofbingo)
Colman Domingo (ph Instagram @kingofbingo)

Una qualità che, è innegabile, gli ha permesso come già ricordato di conquistare anche il mondo fashion, attratto irrimediabilmente dalla sua espressione artistica identitaria e da quella sua eleganza innata capace di fare la differenza. Già global brand ambassador per le fragranze di Valentino beauty e più di recente diventato friend of the maison di Bucheron, alle ultime sfilate milanesi era in prima fila ad applaudire il ritorno in città di Ralph Lauren. Vera e propria icona di stile inserito da Time magazine tra le 100 persone più influenti del 2024, Colman Domingo ha sempre fatto dell’abbigliamento una dichiarazione in continuità con il suo lavoro attoriale e parallela all’urgenza narrativa dei personaggi che interpretava, trasformando ogni sua apparizione in uno spazio di racconto in cui moda, cinema e identità si incontrano senza gerarchie. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 23/01/2026 17:00
Ultimo aggiornamento: 23/01/2026 18:51
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