BusinessAmerican Eagle vola a Wall Street grazie a Trump che difende la pubblicità «suprematista» di Sydney Sweeney
La nuova campagna del marchio di abbigliamento con Sydney Sweeney scatena l’ira dei woke per presunti richiami al suprematismo bianco per il gioco di parole «jeans-genes». Ma Trump esprime il suo sostegno all’attrice. E le azioni dell’azienda di moda si impennano
Le azioni di American Eagle Outfitters alle 20.30 ora italiana salivano a Wall Street del 23% a 13,22 dollari. Merito del presidente Usa Donald Trump, che ha dichiarato il suo sostegno alla campagna pubblicitaria dei jeans del marchio con protagonista l’attrice Sydney Sweeney.
In un’intervista con Nbc News, Trump ha detto di appoggiare la nuova campagna di American Eagle, uscita il 23 luglio, dopo che un giornalista gli ha fatto notare che Sydney Sweeney è registrata come Repubblicana. In un post di lunedì 4 su Truth Social, Trump ha definito lo spot «il più hot» in circolazione. «È per American Eagle, e i jeans stanno andando a ruba», ha scritto. «Dai Sidney, forza».
Tra il lancio della campagna e il 28 luglio il titolo era salito di circa il 18%. Successivamente, le azioni sono scese di quasi l’11% per quattro sedute consecutive. Adesso il sostegno di Trump ha rimesso le ali al titolo.
La controversia
La nuova campagna pubblicitaria con protagonista la star di Euphoria e The White Lotus, Sydney Sweeney, ha suscitato dure reazioni per il tono percepito come razzista, al punto che alcuni l’hanno definita «insensibile» e addirittura «nazista», anche se la pubblicità era stata pensata per sensibilizzare sul tema della violenza domestica.
L’attrice americana appare nella campagna di American Eagle, creata per celebrare lo stile «made in Usa». Nel video, la ventisettenne indossa un paio di jeans, mette in mostra le sue curve e dice agli spettatori: «Non sono qui per dirvi di comprare i jeans di American Eagle... E di certo non dirò che sono i jeans più comodi che abbia mai indossato, o che fanno sembrare il sedere incredibile». Poi, sullo schermo compare lo slogan: «Sydney Sweeney ha dei grandi jeans».
Il gioco di parole incriminato
In un altro spot, dice: «I geni si trasmettono dai genitori ai figli, determinando tratti come il colore dei capelli, la personalità o il colore degli occhi... I miei jeans sono blu». Segue una voce fuori campo che ripete: «Sydney Sweeney ha dei grandi jeans (geni)».
Il doppio senso viene contrastato dalla stessa attrice in un ulteriore video pubblicato su Instagram, in cui si vede la Sweeney avvicinarsi a un cartellone con la scritta “great genes”, cancellare la parola “genes” e sostituirla con “jeans”.
Per alcuni, si tratta di un gioco di parole creativo; per altri, il messaggio è molto più problematico. Fatto sta che gli esperti del settore hanno notato che questo gioco di parole era già stato usato dall’allora minorenne attrice Brooke Shields nel 1980 per la pubblicità dei jeans di Calvin Klein.
Accuse di riferimenti al suprematismo bianco e al nazismo
Le critiche più severe accusano la campagna di richiamare concetti legati alla propaganda nazista, sottolineando come il gioco di parole con “genes” (geni) possa veicolare connotazioni razziste e richiamare ideali di supremazia bianca. In particolare, il fatto che l’attrice sia bionda e dagli occhi azzurri ha fatto emergere parallelismi inquietanti con i movimenti eugenetici del passato.
Questo ha scatenato un acceso dibattito culturale: da una parte chi giudica la polemica eccessiva e frutto della cosiddetta “brigata woke”, dall’altra chi interpreta lo spot come un ulteriore esempio della moda che, anche involontariamente, celebra la bianchezza come standard estetico dominante, arrivando a riflettere idee di matrice fascista.
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Non manca infine chi sospetta che il messaggio sia stato volutamente ambiguo e provocatorio, e che American Eagle abbia cercato consapevolmente di sollevare questioni spinose come razza e nazionalismo per generare attenzione e viralità. (riproduzione riservata)