CultureA Roma si apre la Camera ardente di Valentino Garavani. La salma accolta da Giancarlo Giammetti e dalla famiglia
Centinaia di rose bianche adornano la sala che ospita lo stilista, all’interno di PM23. Da Maria Grazia Chiuri ad Alessandro Michele, numerose le figure accorse per dare il loro ultimo saluto al designer assieme al suo storico compagno di business e di vita. I funerali si terranno venerdì
C’è un silenzio innaturale in piazza Mignanelli a Roma. Il brusio dei turisti che solitamente affollano la scalinata di Trinità dei Monti sembra essersi fermato davanti al civico 23, dove si erige lo spazio PM23. Qui, dove per decenni il genio di Valentino Garavani ha trasformato tessuti e materiali in sogno, si celebra l’ultimo atto dello stilista, scomparso all’età di 93 anni.
Entrando nella camera ardente, allestita nella sede della Fondazione Garavani-Giammetti, l’impatto è candido, quasi spirituale. Un trionfo di bianco assoluto. Centinaia di rose bianche avvolgono la sala, una scelta che Giancarlo Giammetti, visibilmente provato, ha spiegato con voce ferma: «Era un suo desiderio. Il bianco era uno dei suoi colori del cuore, il più adatto per salutarlo con purezza». Nell’installazione sospesa sul soffitto ci sono invece papaveri, anemoni, camelie, rose avalanche, dahlie, delphinium e bouganville. Sul feretro spicca un’unica e iconica rosa rossa, quasi a voler ricordare l’impronta indelebile lasciata dal couturier.
Tra le prime figure del mondo modo ad arrivare, poco dopo l'apertura delle 11 di questa mattina, è stata Maria Grazia Chiuri, l’attuale direttrice creativa di Fendi, che proprio tra quelle mura ha mosso i primi passi fondamentali della sua carriera. Poco dopo, è arrivato anche Alessandro Michele, attuale anima creativa della maison. «Un’eredità grande da portare avanti ma non mi sento di prendere il suo posto, lui è un grande padre fondatore, oramai è mitologia pura, quindi lo penseremo come un essere magico. Io non ho lavorato con lui, quindi non mi arrogo nessun tipo di diritto, però tocco le sue cose, a volte attraverso le stanze dove lui ha lavorato, ed è bellissimo, tutto qua», ha dichiarato.
Ma è un dettaglio inaspettato a commuovere la folla, l’arrivo dei suoi amatissimi carlini. Accompagnati da parenti e da Bruce Hoeksema (storico compagno dello stilista, ndr), i cani sono stati portati all’interno per un ultimo saluto al loro padrone. Accanto alla famiglia e agli amici di sempre, la presenza delle istituzioni sottolinea il legame indissolubile tra lo stilista e la Capitale. Il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore Alessandro Onorato hanno portato al designer il loro omaggio. «Valentino ha incarnato Roma, è stato ispirato da Roma e ha portato Roma nel mondo. Aveva una personalità nella moda, ma anche nell’arte. Roma lo dovrà ricordare come merita, gli siamo immensamente grati». Fuori l’edificio, spiccano le corone di fiori inviate da Armani, Prada, Dolce&Gabbana e Salvatore Ferragamo. La camera ardente resterà aperta anche domani, giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. Poi, venerdì mattina, la città si sposterà a Piazza della Repubblica, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, per il funerale. (riproduzione riservata)
- Quali sono le ragioni specifiche dietro la scelta del bianco e della rosa rossa sul feretro?
- Quali sono le tappe future delle celebrazioni in onore di Valentino Garavani?
- In che modo la Fondazione Garavani-Giammetti intende preservare l'eredità dello stilista?