Etf alla ricerca degli unicorni cinesi
KraneShares propone in Italia un prodotto per sfruttare la crescita del Nasdaq made in China
Tra gli ultimi listing su ETFplus si segnala un prodotto di KraneShares, boutique di investimenti specializzata in strumenti indicizzati focalizzata interamente sul mercato cinese. In estrema sintesi il sottostante è rappresentato dagli unicorni cinesi quotati a Shangai, una tematica ad altissima potenzialità di performance per coloro che non temono la volatilità ed hanno un orizzonte temporale sufficientemente dilatato. KraneShares Icbccs Sse Star Market 50 replica l’indice Shanghai Stock Exchange Science and Technology Innovation Board 50, che ingloba le 50 più grandi società quotate sul Sse Science and Technology Innovation Board in termini di capitalizzazione di mercato e liquidità. Alla luce del fatto che la Cina è ormai considerata un leader mondiale nell'innovazione, la Borsa di Shanghai ha sviluppato lo Star Market per promuovere le aziende cinesi ad alta crescita quotate nel settore scientifico e tecnologico. Lo Sse Star Market include aziende di settori come la tecnologia di nuova generazione, la biomedicina, le nuove energie e la protezione ambientale: si tratta di uno dei più grandi mercati per le Ipo a livello globale, nonchè luogo di quotazione di primaria importanza per i principali unicorni cinesi. Nell’ultimo anno il mercato Sse Star ha supportato 200 aziende nel raccogliere 44 miliardi di dollari, valore che rappresenta il 47% del capitale raccolto in tutto il mercato cinese A-Share nel 2020. Per unicorni ci si riferisce alle startup private che riescono a raggiungere una capitalizzazione superiore a 1 miliardo di dollari. Si tratta quindi di un Etf che mira a identificare i futuri leader nei settori che alimenteranno la crescita cinese per i prossimi anni. La potenziale inclusione negli indici Sse Composite e nel programma Shanghai-Hong Kong Stock Connect offrirebbe inoltre un ulteriore elemento di appeal per tale mercato. D’altronde il mercato cinese delle azioni di classe A (quotate nella Cina continentale) non può essere ignorato: se il Pil del dragone è il secondo al mondo dietro gli Usa, gli spazi di crescita i termini di capitalizzazione restano enormi. Per avere un’idea del mercato di cui si sta parlando, a Hong Kong sono quotate circa 900 società, a Shanghai oltre 2 mila, a Shenzen quasi 3 mila, allo Star Market oggi 230. In un certo senso lo Star Market di Shanghai potrebbe essere considerato come il Nasdaq cinese, capitalizzando oggi circa 100 miliardi di dollari rispetto ai 2200 miliardi dello Shanghai Composite. Tra le tematiche più evidenti nell’attuale composizione dell’indice tecnologico cinese si segnalano l’intelligenza artificiale e i big-data, il cloud computing, i nuovi materiali e le energie pulite, la tecnologia medicale. E tale mercato potrebbe trarre linfa anche dallo sviluppo normativo negli Usa, nel caso si creassero ulteriori restrizioni al listing di società cinesi nel mercato statunitense: spingendo in parallelo la quotazione sul mercato interno cinese. Gli standard di inclusione delle singole aziende nel mercato Star Market sono inoltre più votati al futuro rispetto ad altri indici cinesi che guardano a elementi come il patrimonio, flussi di cassa, utile generato, etc: mentre lo Star Market incorpora una vera e propria scommessa sul futuro delle aziende, puntando molto su ricerca e sviluppo delle aziende. Tra gli unicorni cinesi più in evidenza si segnalano nomi come ByteDance e Ant Group. Guardando al breakdown settoriale, si segnala che il 58% dell’indice è riferito ad aziende IT (25% di semi-conduttori), seguite dal 19% di health care, 11% di industriali, 75 circa per beni di consumo e risorse di base. Il governo cinese ha recentemente adottato scelte finalizzate a rendere la Cina più autosufficiente in merito alla produzione di produzione di chip, creando un fondo apposito nazionale nel 2019 del valore di circa 29 miliardi di dollari: l’obiettivo dichiarato è che entro il 2025 il colosso cinese sia in grado di prodursi il 70% del fabbisogno domestico di chip, il 100% entro il 2030. Guardando al portafoglio attuale i pesi maggiori nell’indice spettano a Beijing Kingso e Shenzhen Trans, 10% e 7% circa, dove il paniere è composto da 51 azioni. L’Etf è ad accumulazione dei proventi ed esprime un Ter annuo dello 0,82%, mentre in termini di rischio di cambio è necessario considerare la dinamica del renmimbi contro euro. (riproduzione riservata)