Boost punta sullo short bond
Boost quota un leva -3 sui tassi tedeschi, con la finalità di sfruttare oscillazioni nei rendimenti a lunga scadenza.
Il tema del rialzo dei rendimenti obbligazionari nell’area euro è più che di attualità, con le aspettative del mercato sempre più orientate verso l’alto. Da tempo molti gestori di fondi sono short duration, ovvero tentano di proteggere il valore dei portafogli dei clienti adottando una strategia in grado di performare bene nel caso l’aumento dei rendimenti nei bond si concretizzi. Sino ad oggi questa protezione non ha pagato, ma la molla sui bond governativi europei è sempre più compressa e potrebbe rilasciare tutta l’energia accumulata nel giro di pochi mesi. Sebbene la BCE sia interessata ad una uscita il più possibile indolore per il mercato dal QE adottato negli ultimi anni, è evidente a tutti che gli attuali rendimenti non sono sostenibili, in un contesto inflazionistico ed economico positivo. Un piccolo investitore ha da temere per il proprio portafoglio obbligazionario in caso di risalita dei rendimenti di mercato, in quanto il prezzo delle obbligazioni già emesse tenderà a scendere per potersi mantenere competitive con le nuove offerte via via più generose. Una via di uscita per evitare tali perdite in conto capitale consiste nell’acquistare bond con duration molto bassa o ancora meglio a tasso variabile, dove questi ultimi sono in grado di sfruttare positivamente il rialzo dei tassi di interesse; ma solo sulla parte a breve della curva. Una strategia short duration permette invece di cogliere le opportunità di rialzo dei tassi sulla parte media o lunga della curva. Ci si può quindi proteggere (o trarre profitto nel caso non si detengano bond in portafoglio) da un rialzo dei rendimenti assumendo posizioni corte, ovvero in short selling, su obbligazioni con duration lunga. A tal proposito Boost (appartenendo al colosso americano WisdomTree) ha scelto di estendere l’offerta di prodotti a leva che permettono di cogliere questa opportunità, quotando il prodotto Boost Bund 30Y 3x Short Daily, che si affianca al simile ETP già listato che è però legato al Bund a 10 anni anziché al trentennale. La leva è molto elevata, appunto -3, e quindi da maneggiare con cura, anche considerando che il tratto a lungo della curva tende ad esprimere oscillazioni importanti rispetto ai segmenti più corti. Ad esempio, se il Bund a 10 anni è passato dai minimi di luglio 2016 ad oggi da un rendimento di -0,19% annuo all’attuale 0,3% (con un incremento dello 0,49%) il trentennale ha espresso un innalzamento dello yield pari allo 0,77%. Come sempre per questo tipo di strumenti, l’obiettivo della struttura è replicare la performance giornaliera inversa del future, che innesca il conosciuto problema del compounding che si complica per via della leva finanziaria. Non c’è infatti coincidenza tra l’andamento del sottostante moltiplicato per la leva e la reale performance del prodotto finanziario (a leva inversa in questo caso), nel momento in cui l’orizzonte temporale dell’investimento è superiore ad un giorno. Le ragioni di tale scostamento di performance risiedono nella caratteristica di natura prettamente matematica presente in tutti i prodotti (sia long a leva, sia short) che adottano il ribilanciamento giornaliero delle performance dell’indice sottostante. E tanto più è alta la leva, tanto più tale effetto potrà incidere sui prezzi. In generale questi strumenti risultano quindi particolarmente adatti per un trading direzionale aggressivo e di breve orizzonte, non per essere mantenuti in portafoglio per mesi. La prova la si ha se si osserva la dinamica del prodotto short a leva 3 sul Bund decennale già quotato. Rispetto ai prezzi di luglio 2016, l’Etp short è oggi in ribasso del 7% circa nonostante l’aumento dei rendimenti osservati sul Bund a 10 anni. Mentre durante il repentino rialzo dei rendimenti osservato dal 27 giugno al 13 luglio 2017 (da +0,20% a +0,60%) l’Etp a leva -3 sul decennale ha espresso una volata del 9% circa. Non ha invece senso parlare di rendimento a scadenza per questo Etp, essendo il sottostante una strategia short su un rolling future. Lo short leva -3 ETP di Boost non è considerabile come prodotto a reddito, e gli investitori non incassano il rendimento del bond sottostante. Se il prezzo del Bund trentennale cala dello 0,2% in un giorno a causa di un aumento dei tassi di interesse, l’ETP short legato al titolo di stato tedesco crescerà quel giorno dello 0,6%. (riproduzione riservata)